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Sconcerti, non vedi nel fallimento di Pirlo anche la mediocrità della nostra scuola allenatori? 
"Sì, Coverciano è parcamente a numero chiuso, uno come Nagelsmann - per fare un nome di un allenatore senza un passato nobile da allenatore - da noi faticherebbe a entrare. L’Università la fa qualità dei docenti e la profondità del periodo di insegnamento, qui mi sembra ci sia una gran fretta di far allenare gli ex giocatori. E i risultati sono questi. La verità è che noi non abbiamo allenatori che vincono, e abbiamo lo stesso modo di giocare da anni". 

Contro il Milan, la Juventus ha toccato il punto più basso di questo decennio, sei d’accordo? 
"La partita è stata una dimostrazione perfetta di tutti gli errori della Juve. E’ mancata una costruzione del gioco d’attacco. Rabiot e Bentancur sono una coppia impossibile. Alla Juventus manca della gente che faccia giocare gli altri. I tre attaccanti - Chiesa, Ronaldo e Morata - giocano da soli, vanno nell’uno contro uno. Non c’è nessuno che pensa agli altri". 

Da dove ripartiresti per la ricostruzione? 
"Da tante cose, ma una più di tutte: dal centrocampo. Serve uno come De Bruyne, o Bruno Fernandes, o Van de Beek. La Juventus ha bisogno di un centrocampista dominante. E non ce l’ha proprio. Non lo è certamente Arthur, che non è mai stato un play e non dà i tempi di gioco". 
Il futuro di Pirlo. Come lo vedi? 
"Pirlo non può più rimanere. E’ come un giovane giocatore, va dato in prestito. Contro il Milan ha sbagliato tutto quello che era possibile sbagliare, e te lo dice uno che crede che Pirlo abbia delle potenzialità. Certo che con questa squadra non hai possibilità, ma tenere Dybala in panchina così a lungo è stata una mossa sbagliata, senza alibi". 

Con un colpo di coda credi che la Juve sia ancora in grado di qualificarsi per la Champions? 
"Non lo so, in tre giornate possono succedere tante cose. Credo però che la classifica attuale - con Atalanta, Milan e Napoli qualificate per la Champions - sia la più corretta". 

Questione Superlega. La Juve non si schioda dalla sua posizione. L’Uefa minaccia l'esclusione di un anno dalle coppe. Come finirà? 
"Mi sembra difficile che si arrivi all’esclusione, credo ci sarà una multa consistente. Ma io ho sempre detto e lo ripeto che sono per la punizione. Quando si parla di Superlega bisogna sempre premettere questo: è un’infamia. ll calcio va regolato, chiaro, siamo d’accordo tutti. Ma fare un campionato a proprio uso e consumo dove tu ti scegli gli avversari è una vergogna. Un golpe innescato solo per motivi economici. E questo bisogna sempre ricordarlo. E a chi dice: tanto nel calcio sono tutti pieni di debiti io rispondo: organizziamo un calcio diverso. Per esempio cominciamo a dare punti in più a quei club che pagano gli stipendi. Perché - io club che pago regolarmente gli stipendi - devo perdere contro quei club che non li pagano e usano i soldi per rinforzarsi e per battermi? Ma che senso ha?".