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La Juve che domina, il Napoli che si concentra sull'Europa League. Il Milan che insegue, la nuova Roma del Normalizzatore Ranieri. Il caso Icardi-Inter, che ci dirà come sarà il calcio del futuro. E una Var da rivedere. Di questo e di altro - stimolati dalle domande dei lettori di «100° Minuto» - abbiamo parlato con Mario Sconcerti.
 
Sconcerti, che campionato ci aspetta da qui alla fine?
"Se uno non è un tifoso juventino è difficile che si appassioni ai risultati della Juventus. Vista così il campionato è già deciso. Ma ora mi chiedo: come faccio a dire a quelli del Bologna che il campionato non è più interessante? Loro stanno cominciando a salvarsi adesso. Di certo è un campionato anomalo. In Europa non esiste tra prima e seconda una distanza così ampia, il +18 della Juventus sul Napoli è un’anomalia in tutta Europa".

Il secondo posto del Napoli è a rischio?
"No, non credo. Il problema del Napoli è aver mollato un po’, ha fatto un punto nelle ultime due partite. Ma il Milan per superarlo dovrebbe continuare a giocare con questi ritmi per altre dieci partite. Credo comunque che il Napoli si riprenderà".

L’obiettivo per Ancelotti ora resta l’Europa League.
"Sì, è il Napoli il candidato principale per l’Europa League. La differenza netta con la Juve non l’ha fatta la fragilità del Napoli, ma la forza della Juve".

E intanto non si è ancora risolto il caso Icardi.
"Io sono onestamente stupito e sto prendendo molte lezioni dal caso Icardi. Perché è la dimostrazione di grossi cambiamenti nel mondo del calcio. Mi limito ad osservare: c’è un giocatore che non vuole giocare, è stato preso un mediatore - Nicoletti - che deve mettere d’accordo società e calciatore. Ma così si cancella completamente il rapporto tra datore di lavoro e dipendente. Io devo discutere con un mediatore, tu non vuoi giocare e alla fine ti devo pure pagare. Ti dà la dimostrazione che un calciatore è diventato in tutto e per tutto una grande azienda. Ai tempi di Boniperti una cosa di questo tipo non sarebbe mai successa. Nelle società non c’è più chi guida, non solo chi comanda. C’è una parità tra società e azienda che cambierà per sempre i rapporti tra club e calciatore. Mi chiedo: e quando Perisic avrà un problema? Vorrà essere trattato come Icardi, questo è chiaro. Sono sinceramente interessato all’evolversi di questa situazione, ci dirà molto del futuro del calcio".
 
Cosa ha portato Ranieri in dote alla Roma?
"Da un punto di vista tecnico c’è stato poco da vedere, quella vista contro l’Empoli era una Roma in emergenza. La vera forza di Ranieri è la sua normalità. Mentre Di Francesco è uno sperimentatore, Ranieri gioca un calcio di buon senso. Io l’ho sempre chiamato un Normalizzatore, pensando che sia un grande complimento. Eppure ha vinto un solo campionato, il meno normale di tutti, uno dei più straordinari della storia del calcio. E poi va detto che contro l’Empoli la Roma ha avuto una mano dalla Var".

C’è tanta confusione attorno alla Var. Mi sembra che siamo in un momento in cui non si è più certi di niente.
"Quello che sta succedendo è che la Var sta guardando il calcio molto lentamente. E se fai così non puoi non trovare un fallo. Se lo vedi a velocità naturale il calcio è uno sport normale, e quindi puoi avere un giudizio normale. Al rallentatore vedi qualsiasi cosa. Ti faccio un esempio: non è normale che io veda atomi, ma se vado al microscopio vedo solo atomi, ma non è quella la vita normale. Questo rallentamento della Var è penalizzante. La verità è che tu devi vedere il calcio alla sua velocità, altrimenti non vedi la vita".

E allora che si fa?
"Non lo so, certo che una soluzione si deve trovare. Ti dico solo che a me andava bene anche l’arbitro".