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Oggi in Italia nella stragrande maggioranza delle Regioni scuole superiori chiuse. Non per caso, al contrario secondo scelta costante dall'inizio della pandemia: l'Italia ha fatto il doppio (in qualche caso il triplo) di Didattica a distanza rispetto agli altri paesi europei. Il 23 dicembre era stato firmato all'unanimità un accordo per riaprire il 7 gennaio. Poi 11 gennaio altro appuntamento. Saltato. Appuntamenti più o meno finti per il 18 o il 28 o per febbraio. Molte date finte, è evidente e provato che non c'è nessuna voglia di aprire davvero le scuole superiori fino a marzo. Queste sono notizie, per chi notizie vuole. Perché accade? Opinioni plausibili sul perché.

1) Trasporto pubblico che contagia. Alibi e ormai alibi che non tiene. Gli adolescenti, i giovani cui si vieta la scuola perché non vadano in bus e metro non si vedono vietati bar e piazze dove vanno in bus e metro. Non certo volando. Bar e negozi e ristoranti dunque valgono il rischio di andarci, scuole superiori no.
2) Scuola chiusa non chiede e non costa ristori. Più "politicamente" facile chiuderle.
3) Boicottaggio di fatto in nome e sotto la bandiera della "scuola da riaprire in sicurezza". Sindacati della scuola, non pochi docenti e sostanzialmente i presidi usano ed espongono la richiesta di scuole aperte, ma solo se in sicurezza, come si usa e si espone il cartello negli esercizi commerciali, cartello dove si legge: oggi non si fa credito, domani sì. Domani che non è mai oggi.
4) Governo impotente di fronte a Regioni killer della scuola superiore.
5) Salute mentale e futuro economico dei giovani di cui frega poco alla società degli adulti. Situazione esemplificata dalla libertà per i giovani d'aperitivo sì, di andare in classe no.
6) Ceti dirigenti e società civile incapaci di calcolare il danno socio economico dell'istruzione superiore amputata. Quando sarà possibile produrre reddito e ricchezza ci sarà bisogno di alta formazione per i lavori che saranno. L'Italia si prepara accettando una de-alfabetizzazione dei licei.

Due milioni di parenti di nessuno.

La Repubblica li chiama i positivi-panettone. Titolo apposto in capo al dato per cui il 70% delle decine di migliaia di contagiati da fine 2020-inizio 2021 hanno incontrato coronavirus a pranzo/cena/merenda in casa nei giorni 24-25-26 dicembre. Tutti hanno detto raccontando: ma eravamo in pochi e tutti parenti, tutti di famiglia. Questa idea che se sono parenti si può senza farsi male chiama una domanda: i due milioni e passa di contagiati (finora) in Italia sono tutti senza famiglia e parenti di nessuno?

Tenersi in bocca le P
Uno studio dimostra: chi pronuncia troppe P e le pronuncia troppo forte emette maggiori quantità di virus qualora ne sia infettato. Non esclamate dunque mai un Por...con quel che segue.

Covid coda lunga.

Altro studio, pubblicato su Lancet: a sei mesi dalla guarigione il 76 per cento di quelli che son fatti il Covid accusa ancora mini o medi sintomi. Forse meglio dire strascichi. Stanchezza, emicranie e, quel che più inquieta, piccole disfunzionalità renali e diversi gradi ed episodi di affanno respiratorio.

Renzi e il satellite ruba voti.

Ha il suo pubblico, anche abbastanza vasto, la rivelazione: a rubare i voti a Trump è stato Renzi. L'idea sarebbe venuta ad Obama. Obama che prende contatti con Renzi e gli chiede: per caso hai un satellite, me lo presti? Ad Obama serve un satellite ma, non potendo usare quelli americani, chi gli viene in mente, a chi chiedere in tutto il mondo, chi ha la potenza di prestare satelliti? Obama sceglie Renzi ovviamente, Renzi gli dà il satellite italiano (prima ci stava giocando la Boschi). Con quel satellite, grazie alla scatola comandi da terra, si ordina ai voti pro Trump di diventare elettronicamente voti pro Biden. Tutto chiaro, tutto spiegato. Tranne il perché Renzi non abbia usato il satellite a sua disposizione per traslocare sui suoi candidati alle Regionali un po' di voti per non farli restare con percentuali di consenso miniaturizzate. Per non farsi scoprire?