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Una roccia in difesa e un pericolo in attacco: i Mondiali in Qatar sono il coming of age di Strahinja Pavlovic. Il centrale serbo aveva già dall’inizio del torneo gli occhi di tante big su di sé, occhi che l’hanno visto sfidarsi alla pari con i giocolieri brasiliani e segnare al Camerun. Juve, Roma e i club della Premier promettono di sfidarsi per strapparlo al Salisburgo, con il Lipsia sullo sfondo e la Lazio che si mangia le mani.

Il colosso del 2001 (è alto 194 cm) stava già disputando un’ottima stagione con 25 presenze, tre gol e tre assist ma ora con le prestazioni in maglia Serbia c’è da scommetterci che la sua valutazione schizzerà alle stelle. Il 21enne, cresciuto emulando Vidic, è il prototipo del difensore moderno. Bravo nell’uno contro uno, si caratterizza per la sua aggressività in marcatura ma anche per la capacità di impostare con il suo mancino. Nasce infatti come centrocampista nelle giovanili del Partizan, club dal quale passa al Monaco nel 2020 per dieci milioni di euro. Nel Principato però gioca poco e viene prestato prima al Cercle Bruges e poi al Basilea. Nel 2022 è il Salisburgo a scommetterci, acquisendolo per sette milioni. Qui ritorna il giocatore che aveva impressionato in patria con la galassia Red Bull che, nonostante le tante offerte, vuole tenerlo, facendolo passare al Lipsia.
Eppure c’è chi Pavlovic l’aveva scoperto (e acquistato) già nel 2019. Si tratta della Lazio di Igli Tare che lo strappa al club serbo per 5,5 milioni. Il trasferimento però salta per il mancato superamento delle visite mediche. A LaLazioSiamoNoi.it, le parole del dottor Ivo Pulcini: "In quel momento non era idoneo, non potevo dargli l'idoneità sportiva perché presentava delle anomalie che mi facevano sospettare qualcosa di grave. È un ottimo calciatore, ma in quel periodo aveva delle situazioni che potevano ripercuotersi sullo stato di salute generale. Magari ora ha risolto quei problemi". Il rimpianto biancoceleste resta.