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Il vaso di Pandora è stato scoperchiato e il ciclone che ne è uscito ha travolto prepotentemente la Juventus, ma rischia di allargarsi e spostarsi andando a colpire l'intero sistema Serie A. L'allarme lanciato ieri dalla Covisoc (e di rimando anche dalla Consob che ne ha raccolto il testimone) è preoccupante perché il fenomeno delle plusvalenze rischia di mandare gambe all'aria l'intero sistema calcio italiano.

GRIDO DI ALLARME - Nella serata di ieri all'Ansa alcuni rappresentanti della Covisoc hanno infatti spiegato che il problema oggi è esploso per la Juventus, ma l'indagine dell'ente è partito dal 2020 e non riguarda solo i bianconeri. "Il fenomeno delle plusvalenze incrociate può mettere in grave crisi i club che lo adottano e intaccare il sistema calcio in Italia. Si creano effetti sugli utili a sostegno del patrimonio, senza liquidità. La vicenda non riguarda solo la Juve e la Covisoc l'ha individuata dall'autunno 2020 per decine di operazioni, segnalando il tutto alla Procura federale che qualche settimana fa ha aperto un' inchiesta. Subito dopo sono arrivate le richieste di chiarimenti dalla Consob".
24% DEI RICAVI - Il fenomeno delle Plusvalenze per sistemare i bilanci non è però un espediente partito nel 2020, ma ha origini più lontane e, anzi, ha avuto due picchi negli ultimi 7 anni. Il primo è stato registrato negli anni 2016-17, il secondo nel 2019-20 l'ultimo anno pre-pandemia Covid che ha ovviamente stoppato questi movimenti data la mancanza generalizzata di liquidità legata ovviamente agli effetti negativi dell'emergenza sanitaria. Di fatto il passaggio più alto segnato è stato da un 16% ad addirittura un 24% dei ricavi dei nostri club. 

CI SONO ANCHE PLUSVALENZE POSITIVE - In media un quarto del fatturato delle società che è però rappresentato da soldi che spesso non sono veri e non si tramutano in liquidità. Va specificato, però, che non tutte queste operazioni rappresentano operazioni "fittizie" o "a saldo zero". Non tutte le plusvalenze sono negative perché fra queste ci sono anche incassi reali da parte delle nostre società. Può essere il caso di Hakimi per l'Inter o di Kean per la Juve ai tempi del passaggio all'Everton. Ma anche molte operazioni di club di fascia media e bassa come Tomyiasu dal Bologna all'Arsenal o di Marlon dal Sassuolo allo Shakhtar. Queste plusvalenze sono positive perché portano ad incassi reali. Le altre che "generano valore" senza movimento di denaro, possono alla lunga diventare dannose.