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Tutti vorrebbero sottrarsi ai pronostici di inizio stagione e, più in generale, ai pronostici tout court. Io, invece, no. Credo, infatti, che a prescindere dalla giustezza o meno della previsione, essa contribuisca al confronto e al dibattito che, nel calcio, sono il sale della discussione. L’anno scorso, per esempio, avevo detto Napoli e poi ha vinto il Milan e questo ha dato la stura a tutta una serie di commenti sarcastici e, ovviamente, anche offensivi nei miei confronti, da parte dei tifosi rossoneri. Poco male, ho la scorza dura e una convinzione: il pronostico era giusto, è Spalletti che ha regalato lo scudetto, seguìto, a breve distanza da Simone Inzaghi. Entrambe, intendo Napoli e Inter, erano più forti del Milan, ma si sono perse per strada, buttando punti e vantaggi decisivi. Scudetto regalato, dunque, non conquistato di forza o bellezza. 

Quest’anno, però, molte cose sono cambiate e, per esempio, il Napoli difficilmente concorrerà per uno dei quattro posti in Champions. È probabile che sia la Roma, rinnovata da Mourinho, a infilarsi là davanti e a lottare, addirittura, per il primo posto. 

Per lo scudetto vedo due squadre favorite: l’Inter e il Milan. I nerazzurri perché hanno riabbracciato Lukaku e Lukaku è decisivo. I rossoneri perchè hanno mantenuto, sostanzialmente, la struttura dello scorso anno e hanno imparato a vincere. Hanno tutti un anno in più, che significa maturità ed esperienza. De Katelaere va scoperto e aspettato, ma - tanto per capirci - dovrebbe essere meglio di Brahim Diaz. Manca un’alternativa a centrocampo (Pobega, che è bravissimo, non basta) e, forse, un attaccante perchè Origi non segna molto. Tuttavia il Milan ha una caratteristica. Va in gol con molti uomini, a dimostrazione che il suo è il gioco più collettivo di tutta la serie A.

Il pronostico sull’Inter dipende anche da questa fine mercato. Se Skriniar se ne andrà, il problema potrebbe essere grosso, ma lo sarebbe di più se partisse Dumfries, visto che l’altro esterno (Gosens a sinistra) non ha ancora ingranato. Tuttavia Simone Inzaghi ha una rosa di primo livello: in porta Onana farà la concorrenza ad Handanovic e la resa dovrebbe essere più alta, in mezzo sono arrivati Asllani e Mkhitaryan, davanti sono rimasti come rincalzi sia Correa che Dzeko. E’ vero che Perisic non c’è più, ma è altrettanto vero che Gosens viene da una serie di infortuni e che deve solo ritrovare la forma. Poi volerà.

Dietro Milan e Inter penso alla Roma, la squadra che, secondo me, ha più qualità individuale. Il problema potrebbe essere la continuità. Per il resto Mourinho ha a disposizione gli uomini che voleva, forse servirebbe un altro centrale (Bailly o Zagadou) per il resto c’è da scegliere quanto i giallorossi vogliano o possano essere offensivi.
A chi non credo - e l’ho già detto - è alla Juve e a chi la allena. Prima di tutto perché l’arrivo più importante (Pogba) è già inficiato da un infortunio di lunga durata. In secondo luogo, perché manca un regista o centrocampista centrale. Se a questo aggiungiamo che Alex Sandro ha imboccato il viale del tramonto e che Vlahovic non ha alternative, né attaccanti di complemento, il quadro è desolante. Ben che vada, la Juve correrà per il quarto posto, come negli ultimi due anni, ha fatto con Pirlo e lo stesso Allegri.

In zona Europa League arriveranno Lazio e Napoli. In Conference si confermerà la Fiorentina. Squadra rivelazione il Monza

Fitto il plotone di chi deve evitare la retrocessione. Lecce, Cremonese (le due neo promosse) Spezia, Verona, Salernitana, Empoli, Udinese. 

Cercasi ancora l’Atalanta: rischia un campionato anonimo come quello dello scorso anno.