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Il Milan annienta la Juventus a San Siro: altra impresa dei rossoneri, che dopo aver battuto la Lazio all'Olimpico travolgono i bianconeri, da 0-2 a 4-2 in rimonta (come Fiorentina-Juve del 2013, allora tripletta di Pepito Rossi). Un successo che impedisce alla squadra di Sarri di allungare sulla Lazio, un successo che permette a quella di Pioli (alla prima vittoria in Serie A da allenatore contro la Vecchia Signora) di scavalcare momentaneamente la Roma al quinto posto.

LA PARTITA - Dopo un primo tempo dai ritmi bassi in cui spiccano solo un paio di occasioni di Ronaldo e Ibrahimovic, la gara si accende nella ripresa e a spaccarla in due è Rabiot: azione personale del francese che parte dalla linea laterale sinistra con un tunnel a Theo Hernandez, si accentra superando Romagnoli e scaraventa il pallone in rete. Sei minuti più tardi Ronaldo raddoppia (30° marcatura stagionale) approfittando di un clamoroso errore di Kjaer e Romagnoli, un gol che sembra mettere la parola fine alla partita e al discorso scudetto. Non è così. Al 62' Guida ferma un'azione del Milan per mano di Rebic ma, richiamato al VAR, rivede la sua decisione: la mano non è del croato ma di Bonucci, rigore e Ibrahimovic che accorcia. E' la scintilla che accende il Diavolo, che in cinque minuti la ribalta: al 66' Kessie sfrutta un assist dello svedese per fare 2-2, passa un minuto e Leao sfrutta un pasticcio della difesa della Juve per fare 3-2. La reazione della squadra di Sarri sbatte sui guantoni di Donnarumma, prodigioso sul colpo di testa di Rugani. E all'80' la Juve capitola definitivamente: sciagurato cambio di gioco di Alex Sandro che libera Bonaventura, assist per Rebic che a tu per tu con Szczesny non perdona. E' il gol che mette la parola fine alla partita, è il timbro sull'impresa dei rossoneri: , il Milan ferma anche la Juventus, manda un forte segnale per la corsa Europa League e impedisce ai bianconeri di chiudere subito i giochi per lo scudetto.



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