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Hanno scatenato la bagarre le recenti parole dell’assessora al Welfare della Regione Lombardia Letizia Moratti, che si è espressa in merito alla somministrazione dei vaccini nelle varie regioni italiane affermando di considerare come criterio essenziale anche il PIL regionale. Frasi che hanno costretto Moratti a fare una retromarcia, affermando il fraintendimento di tale pesante considerazione espressa in merito ad una attualissima problematica che riguarda la salute di tutti i cittadini italiani. 

Tra i più duri nei confronti dell'ex sindaco di Milano è stato Tito Boeri, ex Presidente dell’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale e noto economista e accademico lombardo. In un’intervista alla Repubblica ha dichiarato: “Siamo lombardi e orgogliosi di esserlo, ma oggi ce ne vergogniamo. Letizia Moratti, assessora al Welfare della Regione Lombardia e vicepresidente della giunta, ha chiesto al Commissario Arcuri di distribuire i vaccini alle regioni in base anche al PIL regionale”.
Il PIL di una regione è la somma dei redditi guadagnati dai suoi abitanti e una scelta di tal genere porterebbe all’eugenetica economica. Tale principio è ovviamente in contrasto con l’articolo 32 della Costituzione italiana, che sancisce: "La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della comunità, e garantisce cure gratuite agli indigenti”. Una scelta che guardi al PIL italiano sarebbe un madornale errore, considerato che l’Italia, se si applicasse tale metodologia, vedrebbe diminuire la sua quota di vaccini: il suo PIL pro-capite è, infatti, inferiore alla media dell’Unione Europea. 

Tali affermazioni, non certo le prime esposte da alcuni esponenti della politica lombarda, sono una grave rappresentazione del pensiero di numerosi italiani e ancor peggio, di coloro i quali sono chiamati a rappresentarli nelle file amministrative regionali e nazionali. La risposta di Boeri circa il “vergognarsi” risulta essere un sentimento comune agli altrettanti italiani che vedrebbero perso il diritto alla vaccinazione e quindi alla sconfitta del Covid-19, perché poco abbienti. Tali fasce di popolazione andrebbero piuttosto stimolate al miglioramento e tutelate maggiormente.