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E' un combattente nato, lo ricordano i tifosi biancocelesti ai tempi della Lazio, lo ricordano in Sicilia quando traghettò il Catania alla salvezza. Poi è tornato in Argentina, per ricominciare tutto da zero, ora è sulla panchina dell'Atletico Madrid per iniziare una nuova sfida: 'Mi piacciono le situazioni incasinate, sembrano fatte per me, per esaltare il mio spirito di combattente', parola di Diego Pablo Simeone. Il nuovo tecnico dei Colchoneros, ex biancoceleste che tornerà a sfidare la sua Lazio agli ottavi di finale di Europa League, si è confessato in un'intervista per il Messaggero.

Atletico e Lazio sono le squadre del cuore?
'Non dimentichiamo l'Inter, anche se Lazio e Atletico hanno segnato la mia carriera, la mia vita, il mio cuore'.

Anche se manca più di un mese al grande appuntamento, il popolo biancoceleste pensa già a Lazio-Atletico Madrid di Europa League.
'Quando ho visto il sorteggio non volevo crederci. La Lazio prima avversaria in Europa, questo è davvero uno strano scherzo del destino. Che emozione il ritorno a Roma!'.

La Curva Nord da quando è andato via invoca spesso il suo nome.
'Ringrazio la gente laziale di questo affetto, anche io la porto nel mio cuore e penso ogni giorno a come sarà la serata dell'Olimpico'.

Cosa farà quando ascolterà i cori e gli applausi tutti indirizzati a lei?
'Andrò sotto la Curva a salutare i miei ex tifosi. Sono momenti in cui prevale l'istinto, ma davanti a tanto amore non si può restare impassibili'.

Perchè il popolo biancoceleste è rimasto così legato a Simeone?
'Forse per il modo di onorare la maglia, il mio attaccamento alla società, la voglia di dare sempre tutto senza riserve. Forse il pubblico ha apprezzato il mio carattere, la mia sincerità, il desiderio di lasciare un segno profondo. La verità è che il segno i tifosi l'hanno lasciato in me, perchè ho nostalgia di quei momenti, di quei ricordi bellissimi'.

Lazio-Atletico: provi a immaginare la sfida.
'Prevedo una partita incerta e bella, con la Lazio che dovrà sfruttare il fattore campo. Purtroppo sarò avversario e mi toccherà fare il massimo per far qualificare l'Atletico. Però alla fine strette di mano, sorrisi e abbracci per tutti'.

Crede a una Lazio in difficoltà?
'No, assolutamente. La sconfitta di Siena è un episodio spiacevole che può capitare nel corso del campionato. Non sempre si può essere al massimo e gli imprevisti fanno parte del gioco. Negli ultimi incontri avrà accusato un calo di condizione e questo mi preoccupa perchè, fra quaranta giorni magari, sarà tornata al top della forma. Ma il valore e la qualità dei biancocelesti restano intatti e il quarto posto rappresenta comunque un dato inoppugnabile dal quale ripartire'.

Dove potrà arrivare la squadra di Reja?
'Sicuramente nelle zone alte, perchè l'organico è forte. La lotta Champions sarà aperta e interessante fino all'ultimo e vedrete ci sarà anche lei'.

Cosa le piace maggiormente della Lazio?
'Potrei dire il gruppo nella sua interezza, perchè è solido ed è stato migliorato, c'è un allenatore che conosce tutti molto bene e la piazza è sempre molto partecipe'.

Quando accennava alle qualità a chi si riferiva?
'Se un organico dispone di elementi come Klose, Hernanes, Cisse, Dias, Ledesma state certi che nessun risultato può diventare irraggiungibile. Nel calcio contano spirito, carattere, determinazione ma particolarmente il tasso tecnico dei giocatori. E quello dei biancocelesti è decisamente elevato. Mi auguro a febbraio di trovare una Lazio che pensi soprattutto alle prime posizioni del campionato e un po' meno all'Europa...'.

(Il Messaggero)