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Jannik Sinner ha fatto la storia: a 19 anni e 3 mesi, il tennista italiano conquista il primo titolo in carriera nel circuito ATP. E' suo l'Open di Sofia, al termine di una combattutissima finale contro il canadese Pospisil: finisce col punteggio di 6-4, 3-6, 7-6. 
Quella che non sarà ricordata come la più bella partita sin qui vale la definitiva consacrazione per un ragazzo che, a distanza di un anno dal successo nelle NextGen Finals di Milano, si afferma anche tra i grandi e chiude un grande 2020 - nel quale ha raggiunto pure la semifinale a Colonia e soprattutto i quarti di finale del Roland Garros  - tra i primi 40 giocatori del mondo. Era dal 2008 e dall'affermazione a Delray Beach di Nishikori che un giocatore così giovane non riusciva a trionfare in un torneo ATP.

Dopo un primo set risolto grazie al break decisivo nel terzo gioco, per Sinner le difficoltà arrivano dal secondo gioco del secondo set, nel quale non capitalizza la chance di volare subito sul 2-0 e va incontro a un black-out fatto di una serie interminabile di di errori. Soprattutto col colpo più forte, il rovescio. Pospisil alza invece il livello del proprio gioco, sorretto da un servizio finalmente incisivo, e nel sesto gioco strappa la battuta a Sinner prima di chiudere sul 6-3.
Il tennista italiano sembra sull'orlo del precipizio, nervoso e falloso come mai lo si era visto nella sua giovane carriera ma, dopo aver faticosamente tenuto il servizio nel primo game del terzo e decisivo set, ritrova gradualmente i suoi colpi e nel tie-break dimostra una volta di più tutta la sua solidità mentale, ottenendo immediatamente il mini-break, che lo accompagnerà fino al 7-3 con cui si aggiudica la partita e il titolo. Da oggi, la stella di Jannik Sinner inizia a brillare tra i grandi del tennis mondiale.