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Sorpasso dell’Inter alle 20, controsorpasso della Juve alle 23. La squadra campione d’Italia è sempre in testa al campionato, ci riesce battendo il Torino in un derby vero che le due squadre giocano appoggiandosi a quanto di meglio hanno a disposizione: la Juve è nei suoi campioni, il Torino nel suo cuore. Se si contano il numero e la qualità delle occasioni create, la vittoria dei bianconeri è ampiamente meritata. Il Toro rimane in piedi grazie alla sua anima ma anche al suo portiere. Sirigu fa sei parate decisive e in qualche caso clamorose su Dybala, Bonucci, De Ligt, Ronaldo, Higuain e Ramsey, usando tutto il suo straordinario repertorio. Resta però il dubbio sul tocco di mano di De Ligt (il terzo della serie dell’olandese...) in area juventina. Proprio De Ligt sarà l’uomo del gol-vittoria, ricordando i tempi dell’Ajax quando era sua abitudine segnare sugli sviluppi di un calcio d’angolo.

   

A PIENO RITMO - Quando Doveri fischia l’inizio, la Juve deve rincorrere l’Inter che mezz’ora prima è tornata in testa con la vittoria di Bologna. Ma se è aumentata la pressione per i bianconeri, non si è di sicuro abbassata per i granata, in preda alla prima vera crisi della gestione Mazzarri. Forse è per questo che l’avvìo del Toro è impetuoso, tutto cuore, grinta, aggressività. Deve dare una dimostrazione della sua volontà, prima di tutto a se stesso. La Juve però non assiste e, tenendo il ritmo granata, dà alla partita una bella intensità. Mazzarri recupera Rincon e lo piazza nel cuore del centrocampo, sceglie Verdi (al posto di Zaza) nel tentativo (andato a vuoto anche stavolta) di alzare il livello tecnico e controllare da vicino Pjanic, altro recupero dell’ultimo momento in casa bianconera. A sorpresa rientra De Sciglio come terzino sinistro dopo due mesi di assenza e si vede subito che l’ex milanista non è in buone condizioni.

   

DE LIGT, DE MANO... - Torino e Juve attaccano senza una pausa. Primo tiro di Verdi (fuori), secondo di Dybala (deviato in angolo), fin quando si arriva all’episodio più discusso, l’ennesimo tocco di mano di De Ligt in area bianconera. La palla, che arriva dal calcio d’angolo, gli sbuca davanti sfiorata di testa di Belotti. Rispetto al tocco di mano di Lecce, il braccio è un pochino più attaccato al corpo e per questo Doveri (in campo) e Maresca (al Var) decidono per la regolarità.

   

SIRIGU IL...SALVATORE - La prima palla-gol vera è della Juve: respinge Sirigu una labbrata di Dybala. Un minuto dopo la grande occasione del Toro: Belotti beve De Sciglio, assist per Meité che scaraventa la palla troppo alta. Poteva e doveva fare meglio. Il primo tempo si chiude con due paratone di Sirigu, la prima su Bonucci, la seconda clamorosa su De Ligt. La considerazione all’intervallo è che il Toro non sembra proprio una squadra in crisi. Ha forza, rabbia, cuore, come il suo capitano Belotti, e sta giocando alla pari con la Juve.

   

DECIDE HIGUAIN - Quando la Juve attacca, lo fa ovviamente con maggiore qualità. Non funziona granché Bernardeschi come trequartista (farà meglio Ramsey quando entrerà al posto dell’ex viola), non è sempre pericoloso Ronaldo, ma Sarri ha la carta buona in panchina. Dopo un’ora, fuori Dybala, dentro il Pipita. Ci vuole un’altra prodezza di Sirigu per deviare in angolo una mezza girata di Gonzalo. Da quell’angolo, il gol: Izzo sbaglia l’intervento di testa, Higuain gira la palla per De Ligt, colpevolmente libero in area piccola, tocco e gol. Il finale è rovente, ma Sarri ha un altro cambio adeguato da fare, quello di Khedira.




JUVE RECORD - Ora sono 29 punti per la Juventus: solo due volte nell’era dei 3 punti a vittoria ha fatto meglio dopo le prime 11 partite in Serie A, è successo nel 2005-06 (30 punti) e nel 2018-19 (31). Per la quarta volta è arrivata al 90' senza prendere gol e anche questo è un record in campionato.

   

MA IL TORO NON E’ IN CRISI - Era dal campionato 2008-09 che il Torino non raccoglieva così pochi punti (11) nelle prime 11 partite di Serie A, ma questa squadra non è in crisi. Serviva una risposta sul piano del temperamento e della grinta e la risposta c’è stata. La differenza, in questo e in tanti altri derby del passato più o meno recente, la fa l’aspetto tecnico: se Mazzarri fa entrare Zaza e Sarri può mettere Higuain, tutto è chiaro...







IL TABELLINO

Torino-Juventus 0-1 (primo tempo 0-0)

Marcatori: 25’ s.t. De Ligt (J)

Assist: 25’ s.t. Higuain (J)

Torino (3-5-1-1): Sirigu; Izzo, Bremer, Lyanco; Aina, Meité, Rincon (29’ s.t. Zaza), Baselli (40’ s.t. Millico), Ansaldi; Verdi (35’ s.t. Lukic); Belotti. All. Mazzarri.

 Juventus (4-3-1-2): Szczesny; Cuadrado, Bonucci, De Ligt, De Sciglio; Bentancur (31’ s.t. Khedira), Pjanic, Matuidi; Bernardeschi (22’ s.t Ramsey); Dybala (15’ s.t. Higuain), Cristiano Ronaldo. All. Sarri

Arbitro: Doveri di Roma

Ammoniti: 44’ p.t. Aina (T), 9’ s.t. Bentancur (J), 12’ s.t. Cuadrado (J), 18’ s.t. Ansaldi (T), 23’ s.t. Baselli (T), 48’ s.t. Belotti (T)