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Mettiamocelo in testa è un claim forgiato da chi sa di cosa parla: mettiamocelo, mettitelo, mettetevelo in testa, anche perché probabilmente neanche vi passa per la testa. Mettersi in testa niente meno che i bambini rifugiati in Italia, quindi stranieri, hanno diritto di andare a scuola. Diritto che deve essere garantito non solo dalle nostre leggi ma anche dai nostri soldi.

Mettiamocelo in testa striscione apparso in ogni campo delle Serie A dietro le squadre schierate a centro campo. Striscione ed iniziativa ufficiali del calcio italiano, cui il calcio italiano ha prestato letteralmente campo e firma. Un numero dedicato per le donazioni (45558), inquadrature delle tv, volti del calcio, grandi ex calciatori, che lodevolmente ci hanno messo la faccia per gli spot della campagna.

Campagna per raccogliere soldi per mandare a scuola i bambini rifugiati in Italia. Bambini rifugiati, definirli così non è solo esatto. E' anche definizione delicata. E amorevole. E prudente. Non omissiva, ma prudente sì. Rispettosa degli interessi dei minori, prudentemente attenta a tutelarli. Rifugiati, certo. Rifugiati in Italia. Rifugiati in Italia venendo da paesi dove ci sono guerra e strage. Quindi stranieri che sono fuggiti a cercare rifugio in Italia avendone pieno diritto. Rifugiati certo. E anche immigrati. Ma immigrati è parola da non spargere troppo in giro se non è necessario.
Mettiamocelo in testa: ci sono immigrati che hanno pieno e totale diritto a trovare rifugio in Italia. E' stato ricordato su ogni campo di calcio in Italia. Mettiamocelo in testa, iniziativa concreta e precisa. Obiettivo chiaro: raccogliere soldi per mandare a scuola i bambini stranieri rifugiati in Italia. Non elemosina, investimento. Non buonismo e neanche bontà, ma ragione e razionalità. Soldi non per salvare vite ma per dare dignità e futuro alle vite dei bambini stranieri tra noi.

Soldi per mandarli a scuola, una roba bella e concreta. Il calcio ha ospitato più o meno sua insaputa tante cose velleitarie in materia diciamo sociale e non di rado ha reso omaggio formale ad un politicamente corretto di cui il calcio peraltro non si nutre. Spesso il cosiddetto impegno sociale od etico si giustappone sulle labbra del calcio con le parole di una lingua che il calcio non parla nella sua quotidianità. Stavolta no, stavolta cosa chiara, giusta, bella, utile. Soldi per mandare bambini a scuola perché è loro diritto e nostro interesse. Bambini stranieri rifugiati in Italia, immigrati in Italia a buon, anzi ottimo diritto che a scuola diventeranno, tra l'altro, italiani.

Ora, per sapere anche e soprattutto un po' di noi, quanti soldi via calcio arrivano, stanno arrivando e arriveranno per mandare a scuola questi bambini? Quanto davvero la gente riesce a metterselo in testa o quanto non le passa neanche lontanamente per la testa? Alla fine della campagna fatecelo sapere quanti i soldi raccolti e da chi sono venute le donazioni, sarà un guardarsi allo specchio.