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Consueto appuntamento settimanale con Massimo Chiesa, ex arbitro internazionale e attuale opinionista di Telenova. Ai microfoni di Calciomercato.com, Chiesa valuta i principali episodi da moviola della Serie A e fa un'analisi delle tematiche arbitrali e regolamentari più scottanti a livello nazionale e internazionale.
 
Partiamo dagli anticipi di sabato. In Juventus-Pescara (arbitro Peruzzo), rigore per i bianconeri con contemporanea espulsione del pescarese Rizzo.
"Decisione corretta, Rizzo trattiene Vidal, gli impedisce di arrivare sulla palla in quella che è una chiara occasione da gol. Rigore ed espulsione ineccepibili".
 
Bologna-Torino (arbitro De Marco). Nel primo tempo, annullato un gol al felsineo Kone, per un contatto Gilardino-Ogbonna nella stessa azione
"Il contatto c'è. Spesso questo genere di fallo non viene fischiato. Credo che il fallo di Gilardino ci sia, con il conseguente corretto annullamento del gol". 
 
Roventi polemiche nel match delle 12.30 della domenica, Fiorentina-Milan (arbitro Tagliavento). Numerosi gli episodi, a partire dall'espulsione di Tomovic al 40' del primo tempo.
"Ultimamente avevo difeso Tagliavento, dicendo che si era ripreso dopo gli errori di Juventus-Inter. Ieri invece la sua gestione della gara è stata assurda. Sono rimasto molto perplesso. Per quanto riguarda l'espulsione di Tomovic, credo che non sia stata giusta. Al massimo avri dato un'ammonizione".
 
Nella ripresa, due rigori per la Fiorentina: il primo per un contatto Ljajic-Nocerino, il secondo per un intervento di De Sciglio su Cuadrado.
"Per quanto riguarda il rigore su Ljajic, dico che il contatto con Nocerino c'è. Quindi credo che sia difficile dire che non fosse rigore. E anche per l'intervento di De Sciglio su Cuadrado penso che sia stato giusto fischiare il penalty. Il difensore del Milan in questo caso si è dimostrato di una ingenuità allucinante: Cuadrado non aspettava altro che il contatto. Non per simulare o per accentuare la caduta, ma perché fa parte del mestiere di chi attacca cercare un contatto e procurarsi un rigore legittimo. Deve essere bravo il difensore a non cascarci". 
 
Nel finale di gara, doppia protesta rossonera: prima per un contatto Pasqual-Abate e poi per un mani di Roncaglia.
"Sono due rigori che dovevano essere entrambi assegnati al Milan. Sul primo, Tagliavento sbaglia a non adottare lo stesso metro utilizzato per i due rigori concessi ai viola. Se fischi i rigori su Ljajic e Cuadrado, devi concedere anche quello su Abate, perché l'entità del contatto è la stessa. E per quanto riguarda Roncaglia, è mano netta, non si può giudicare come un intervento involontario. Il difensore della Fiorentina ha le braccia larghe e occupa spazio. E' da rigore". 
 
Nell'intervallo della gara, pesante contestazione all'ad rossonero Adriano Galliani, che abbandona la tribuna del Franchi. Nel chiuso dello spogliatoio, a Tagliavento può essere arrivata notizia di quanto stava succedendo sugli spalti? E una volta venutone a conoscenza, può essere stato condizionato da questa situazione? 
"Mi sentirei di escluderlo. Non credo che sia rimasto condizionato. Tutto quello che esula dal campo e che, come in questo caso, avviene in tribuna, non credo che possa condizionare l'operato di un direttore di gara". 
 
Per concludere su Fiorentina-Milan: il tecnico viola, Vincenzo Montella, ha raccontato di aver scommesso una cena con l'arbitro, prima che iniziasse la ripresa, sulla correttezza o meno della decisione di espellere Tomovic. La prendiamo come una battuta?
"Sì, la prendo come una battuta. Considerando la serietà di un personaggio come Montella, sulla cui onestà metto la mano sul fuoco. Però aggiungo anche che non era giornata per fare una battuta del genere. E' stata inopportuna nel contesto di quanto è successo ieri".
 
Domenica pomeriggio, in Siena-Parma (arbitro Bergonzi), proteste dei toscani per un intervento in area di Benalouane su Bogdani. Era rigore?
"Sì, credo che fosse giusto assegnare il rigore". 
 
Nella serata di domenica, due episodi in Inter-Atalanta (arbitro Gervasoni). Sul 2-1 dell'Inter, l'Atalanta reclama per un presunto fallo di Rocchi su Stendardo. La palla arriva ad Alvarez che segna.
"Non ho visto il fallo: Stendardo è un marcantonio, Rocchi è più piccolo. Non credo che l'entità del contatto di Rocchi fosse tale da far cadere il difensore atalantino". 
 
Poi, sul 3-1 per l'Inter, rigore per gli orobici: Gervasoni vede un fallo di mano di Samuel....
"Non ho davvero capito cosa abbia visto Gervasoni. E' stata una topica micidiale, inquietante. Fischiare quel rigore è stato indegno".
 
Dopo la partita, il presidente dell'Inter Massimo Moratti ha commentato: "Non credo alla buona fede degli arbitri. Mai un rigore in 19 partite".
"Un'altra dichiarazione estremamente inopportuna che abbiamo ascoltato nella giornata di ieri. In un momento simile, un presidente come Moratti non deve cedere alla frustrazione e scadere così nel grottesco con dichiarazioni come quelle rese ieri sera. Avendo lavorato all'interno del mondo arbitrale, non ho mai creduto e non credo tuttora ai complotti e alla malafede. Credo che ieri, come in altre giornate, alcuni arbitri, Tagliavento e Gervasoni in particolare, abbiamo fatto dei grandissimi errori, sui quali anche Nicchi e Braschi debbano riflettere. Ma lasciamo stare la malafede". 
 
Infine, il derby Roma-Lazio (arbitro Mazzoleni), con tre decisioni difficile prese dall'arbitro: un rigore a testa e l'espulsione del laziale Biava.
"Mazzoleni ha fatto bene, considerando le difficoltà della gara. Nessun dubbio sui due rigori: c'erano entrambi. Corretta anche l'espulsione di Biava. Mazzoleni è stato bravo e poco visibile. Ha fatto bene, efficace e non protagonista". (Domanda e risposta aggiunte martedì 9/4).