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L’Inter ha frenato e deve ringraziare il Genoa se la Roma è rimasta a distanza di sicurezza. La squadra di Spalletti alterna prestazioni coraggiose ed eccellenti (come quella contro la Juventus) ad altre meno gagliarde, dando la sensazione di non riuscire a ripetersi anche perché svuotata di energie, nervose e fisiche. A questo punto c’è una questione da chiarire in corso Vittorio Emanuele: Spalletti ha alternative di basso livello o usa male le seconde linee? Forse entrambe, perché se è vero che Nainggolan, per caratteristiche, non ha un vero e proprio sostituto, è altrettanto vero che alcuni panchinari non sembrano così distanti da chi invece continua ad avere la fiducia del tecnico toscano.

FUORI NEL MOMENTO MIGLIORE - L’Inter prosegue tra apparizioni improvvise e sparizioni altrettanto repentine. L’ultimo esempio è Gagliardini, titolare e uomo partita a Genova (dove ha segnato una doppietta), riproposto nel pareggio casalingo contro l’Atalanta e poi solo in panchina contro Frosinone, Roma, Juventus e Udinese. Una stranezza, dato che il centrocampista italiano sembrava attraversare un buon momento di forma. Prima del Genoa, Gagliardini, era stato impiegato contro Milan e Spal ed erano arrivati 6 punti. Adesso l’ex Atalanta arriva da tre panchine consecutive, 0 minuti in campo, ma in questa stagione il periodo più lungo senza mai scendere sul terreno di gioco è stato quello dall’8 dicembre (il giorno dopo Juventus-Inter) al 9 febbraio, quando è entrato per appena 2 minuti contro il Parma. Due mesi senza vedere campo, un’eternità.

“DIVENTERA' UN TOP” - Gagliardini non è l’unico esempio, a ruota, infatti, segue Dalbert, che lo stesso Spalletti ha qualche volta definito fortissimo. Peccato che il 60% delle gare di campionato, il brasiliano le abbia trascorse tutte a guardare dalla panchina, mentre è stato titolare in 9 occasioni. Attualmente non vede il campo dal 10 marzo, gara contro la Spal, vinta 2-0 in trasferta dai nerazzurri. Sono passati due mesi.
IN&OUT - Il terzo caso è quello di Joao Mario, relegato in panchina da inizio campionato fino al 21 ottobre. Poi Spalletti decide di rispolverarlo in trasferta contro la Lazio e l’Inter vince 3-0, con il portoghese tra i migliori in campo. Da lì al 17 febbraio, contro la Sampdoria, Joao Mario sarà quasi sempre titolare, per poi sparire - o quasi - nuovamente, dato che nelle ultime 11 partite si è visto in campo appena 142 minuti.

RISCATTO A RISCHIO - Chi non se la passa meglio è Keita Baldé, 144 minuti in campo (si intende in gare di campionato) da quando è tornato a disposizione: era il 14 marzo. Per quell’occasione Spalletti non badò assolutamente ai mesi trascorsi ai box per un problema muscolare che lo ha tenuto fuori dal 29/12 al 14/03. Il tecnico toscano lo impiega titolare contro l’Eintracht, prima punta al posto di Icardi per l’intera durata del match. Potrebbe apparire come un massacro fisico per chi come il senegalese non giocava da tempo. Il 17/03 in Serie A si gioca il derby di Milano e neanche a dirlo il senegalese finisce in panchina. Sarà poi titolare il 31/03 contro la Lazio, per poi scivolare nell’oblio: 60 minuti nelle ultime 6 partite. Pochissimi per un calciatore che si gioca il riscatto in nerazzurro. Se l'Inter lo vorrà ancora, infatti, dovrà versare 34 milioni di euro nelle casse del Monaco. 

SPAZIO AI TITOLARISSIMI - Forse le seconde linee di Spalletti non esaltano, ma come pretendere continuità di rendimento da chi viene utilizzato in modo così incostante? Un turnover più regolare non avrebbe garantito risposte migliori dai calciatori citati? Ma probabilmente il tecnico toscano preferisce affidare le sorti della squadra ai titolarissimi, modo di dire che tanto piaceva a Sarri, tecnico toscano che l’ex giallorosso ha sempre stimato molto.