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Alla vigilia del derby di Milano, Luciano Spalletti parla nella consueta conferenza stampa da Appiano Gentile.


AI TIFOSI SU FACEBOOK - “Dobbiamo tenere in considerazione la partita che abbiamo davanti e sceglieremo in funzione alla condizione generale dei calciatori. Conferme sulla nostra personalità? Mi aspetto tanto dai miei calciatori perché dobbiamo soddisfare le attese dei nostri tifosi, poi è chiaro che abbiamo di fronte una squadra forte, come siamo forti noi”. 

Il derby vale tre punti ma nella testa vale di più, che certezze può darvi una vittoria?
“Vale molto di più per quello che produce nella testa dei calciatori e nell'entusiasmo dei tifosi. Questa settimana non abbiamo pensato al Barcellona ma esclusivamente al derby, abbiamo davanti una partita importantissima, che vale una competizione a parte. Questa partita è il termometro più corretto per misurare quanto siamo malati di Inter”.

Che forza darà questa partita a chi guadagnerà i tre punti?
“È una partita che può dare molto di più di quelli che sono i normali tre punti, dovremo avere tutte le attenzioni possibili e devo dire che questa settimana non abbiamo sprecato neanche un minuto. Dovremo essere esigenti con noi stessi nell'andare a richiedere disponibilità, qualità e confronti faccia  a faccia”.

Sentite di poter dire che giocando al 100% ci sono buone possibilità per vincere?
“Non rinuncerò mai di chiedere grandi cose ai miei calciatori. Abbiamo un'etica che cancella qualsiasi timore, abbiamo sentimento per il nostro lavoro e vogliamo giocare a viso aperto perché ci saranno molti interisti allo stadio e il quarto anello che è composto da tutti quei tifosi sul divano a casa. Gli interisti possono dimenticare il compleanno del marito o della moglie, ma non il risultato del derby. Quindi se vogliamo restare nella storia dell'Inter per sempre e non per la durata del contratto, dobbiamo vincere queste partite”.

È d'accordo con Nainggolan qquando dice che nei valori dei singoli l'Inter è più forte del Milan?
“Non commento mai le cose che dicono i miei calciatori. Lui si riferisce un po' a tutto e mi fa piacere che abbia stima dei suoi compagni, ma non cambia niente”.

Le da fastidio quando si dice che l'Inter vince giocando male?
“Ormai tutti hanno capito che tra di voi ci sono tifosi di alcune squadre e alcuni commenti li fate in funzione alla squadra a cui tenete. Io trovo che la squadra sia creciuta sotto l'aspetto del carattere e c'è ancora modo di crescere. Se i risultati sono questi e c'è margine davanti, io sono contento di questa analisi”.

La sosta può avervi tolto un po' di ritmo?
“Non tempo niente perché anche il Milan ha giocatori che sono andati in nazionale”. 

È orgoglioso di essere l'allenatore dell'Inter in questo momento importante della società?
“Da quando sono diventato allenatore dell'Inter vado in giro petto in fuori e mani dietro la schiena perché è bellissimo essere vestiti di questi colori. Milano è una città moderna ch spinge tutto in modo naturale verso un'evoluzione continua, è qualcosa da prendere come modello ed esempio. Noi dovremo avere la stessa evoluzione perché rappresentiamo Milano nella parte sportiva”. 

Gattuso dice che il Milan è più forte dell'Inter sotto l'aspetto tecnico, com'è invece l'Inter?
“Intanto faccio i complimenti a Gattuso per come sta facendo giocare la sua squadra. Propone un metodo giovane, come De Zerbi, Inzaghi o lo stesso Giampaolo, anche se ha qualche anno in più. Sul suo pensiero, mi sorprenderebbe se fosse il contrario, se fai vedere ai tuoi una faccia fiduciosa, stai tranquillo che ti daranno qualcosa in più. L'Inter comunque è cresciuta in personalità, gioco e altezza”.

In cosa sono diverse Inter e Milan e quanto sono diversi Higuain e Icardi?
“Ci sono molte cose che accomunano queste due squadre, a partire dal fatto che entrambe vogliono costruire dal basso perché hanno due attaccanti che amano giocare palla a terra. Icardi e Higuain ti fanno rimanere a bocca aperta per le giocate che fanno, hanno caratteristiche diverse ma sono fondamentali per Inter e Milan. Mi viene da ridere quando dicono che Icardi non è tecnico, basta andare a vedere il gol che ha fatto contro la Spal. Poi uno è interista e uno no e io mi tengo l'interista”. 

Vecino è a disposizione?
Si, come ho detto prima siamo al completo e mi riferisco anche alla proprietà, bisogna smetterla di dire che sono lontani. Noi abbiamo una proprietà interista”.

Anche Icardi è cresciuto
“Non chiediamogli niente, lasciamo com'è che per noi è perfetto. Poi ci sono cose che tutte le persone intelligenti vanno a cercare di migliorare perché grattano in fondo al barile delle proprie possibilità, questo ne fa un professionista perfetto. Ma per quanto riguarda le qualità dentro il campo in funzione delle vittorie importanti Icardi è perfetto. Ho detto prima: se non vogliamo vedere il gol con la Spal andiamo a vedere il tiro al volo contro il Tottenham per far girare così quella palla. E' uno che naturalmente tiene gli avversari impegnati e ogni tanto, rimanendo staccato, impone alla linea difensiva degli avversari di stare più morbida per quel che riguarda il centrocampo e ti permette di avere più metri sulla trequarti. In tutte le cose ci sono pro e contro. Lasciatelo stare com'è che a me garba così".