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Tra tutti gli Scudetti vinti difendendo la porta della Juve, questo è sicuramente quello che reca in calce la sua firma più di qualunque altro. Il doppio record di imbattibilità ed una serie di prestazioni che poco hanno a che vedere con la sua carta d'identità, certo. Ma anche e soprattutto un ruolo da leader che ha portato Gigi Buffon a prendere per mano tutta la Juve nel momento di maggiore difficoltà: le basi per il quinto Scudetto consecutivo sono state poste esattamente al termine della sconfitta con il Sassuolo del 28 ottobre, quando proprio il capitano ha messo davanti allo specchio in pubblica piazza sé stesso e i suoi compagni di squadra. «A 38 anni non ho voglia di fare figure come quella di stasera, figura da pellegrini. È un'autoaccusa che mi rivolgo, dobbiamo tornare con i piedi per terra. Con la maglia della Juventus se non si ha voglia di lottare e sudare si rischiano figure peggiori che con qualunque altra maglia. Dobbiamo migliorare anche nel senso di responsabilità, credo che dovremo cominciare a protestare un po' meno con gli arbitri ed essere più umili con noi stessi, cercare alibi è nella natura dei perdenti ed alla Juve non sono abituato ad avere questa mentalità. La crisi di risultati dovuta alla fase di rinnovamento poteva reggere fino a quattro domeniche fa. Lo Scudetto? Sono molto pratico, penso che se siamo al quattordicesimo posto bisogna concentrarsi sul tredicesimo posto»: queste sono solo alcune delle dichiarazioni post Sassuolo di Buffon. Parole dure, che dette da un'altra persona avrebbero forse potuto aprire irrimediabilmente crepe in uno spogliatoio per tradizione blindato a tripla mandata. E invece Buffon proprio con queste dichiarazioni ha fatto in modo che la sua Juve potesse porre le basi per una clamorosa rimonta Scudetto. Tutto il resto è già incredibilmente storia.

 

NELLA STORIAEsattamente com'è storia la sua stagione. Forse la migliore di sempre, per vari motivi. Alla faccia di chi potesse pensare che l'arrivo di Neto fosse dovuto ad una mancanza di fiducia riguardo la tenuta di Buffon: il numero uno bianconero non ha mai saltato nemmeno una convocazione, lasciando al compagno solo una partita di campionato (contro il Frosinone) e sciorinando una prestazione dietro l'altra che han confermato come semplicemente lui sia ancora il più forte di tutti. E poi ci sono quei record, arrivati nella stagione più giusta di tutte: 973 i minuti di imbattibilità, ben 10 le partite consecutive senza subire reti in un girone di ritorno che lo ha visto incassare gol solo su rigore di Belotti e su calcio d'angolo nella partita col Milan in occasione dell'incornata vincente di Alex, nella stessa sera dei miracoli su Balotelli, prima che Bonucci innescasse Borja Valero e Kalinic nella partita di Firenze vinta guarda caso proprio grazie ad un suo doppio intervento da fenomeno sul croato e Bernardeschi. Numeri e prestazioni che dimostrano come Buffon stia sempre meglio, tanto da rilanciare la volontà di scrivere un altro di record: quello legati ai sei mondiali cui partecipare. Come annunciato recentemente, infatti, Buffon vorrà giocare ancora almeno altre due stagioni: e chissà quanti altri record potrà scrivere in tutto questo tempo. A cominciare, perché no, dal sesto Scudetto consecutivo...

@NicolaBalice