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Considerato uno dei più forti giocatori spagnoli di ogni epoca, Luis Suarez è stato il virtuoso assoluto dell'Inter che negli anni'60 ha vinto tutto quello che c'era da vincere, segnando in modo indelebile la storia della squadra nerazzurra di Moratti ed Herrera.

DALLA GALIZIA AL TETTO DEL MONDO - Luis Suarez nasce nel maggio del 1935 a La Coruna e sin da bambino si appassiona al calcio. Gioca nelle giovanili del Deportivo e fa in tempo a debuttare in prima squadra che nel 1954 il Barcellona lo strappa alla concorrenza. In blaugrana Suarez resta per otto stagioni, ma è con l'arrivo in panchina di Helenio Herrera che la sua carriera diventa vincente. Nel Barcellona Suarez vince due campionati, due coppe del Re e due Coppe delle Fiere, oltre a perdere la finale di Coppa dei Campioni nel 1961. Regista dall'ottima visione di gioco e dal talento smisurato, è ancora oggi considerato uno dei massimi interpreti del ruolo, sicuramente lo è all'aba degli anni'60 tanto che nel 1960 vince il Pallone d'Oro. Intanto Herrera lascia il Barcellona per andare alla corte di Angelo Moratti all'Inter, dove in cima alla lista dei desideri mette ovviamente Suarez. Moratti è un vincente nel suo campo, vuole vincere anche nel calcio e non bada a spese. Acquistata l'Inter per poco più di cento milioni alla metà degli anni'50, i primi risultati non sono all'altezza delle sue aspettative. Rimasto folgorato da un'esibizione del Barcellona a San Siro, Moratti decide di affidare la sua Inter a chi quel Barcellona lo allenava, Helenio Herrera, e da quel momento inizia uno dei periodi più vincenti della storia del club. Come detto, Herrera ottiene carta bianca e per iniziare la sua rivoluzione vuole portarsi a Milano Suarez e senza troppi rimpianti sacrifica Angelillo.

TRECENTO MILIONI - E così il 26 maggio Inter e Barcellona firmano il clamoroso trasferimento. Il tutto avviene nella mattinata presso la sede del Barcellona dove, dopo la lettura dei contratto, sono state poste le firme delle due società, l'avvocato Xiol per il Barcellona e quella di Allodi per l'Inter, quindi è stata la volta della firma di Suarez. È un trasferimento clamoroso, sia per il calibro del giocatore, sia per la cifra sborsata dall'Inter, ben 300 milioni di lire oltre all'incasso di due amichevoli concordate, ma ora Herrera può finalmente riabbracciare il suo campione. Moratti stesso – come riporta La Stampa – il giorno prima aveva cercato di smentire l'operazione, soprattutto nella parte economica, ma poi la notizia diventa di dominio pubblico e alla vigilia della finale di Coppa dei Campioni Suarez diventa interista. In realtà il passaggio di Suarez in nerazzurro viene agevolato anche dalla crisi economica che proprio ad inizio anni'60 aveva colpito il Barcellona e quei 25 milioni di pesetas serviranno a sistemare le casse del club. Helenio Herrera il giorno della presentazione non ha dubbi sul valore del ragazzo. Certo, l'ha fortissimamente voluto lui all'Inter, con Suarez ogni traguardo sarebbe stato alla portata del club milanese. Franco Mentana per La Gazzetta dello Sport chiede ad Herrera a quale giocatore in quel momento in Italia assomigliasse Suarez come tipo di gioco e così il mago aveva risposto: “ Alla classe di Corso, al tiro di Angelillo e di Sivori, alla velocità di Bicicli, con la differenza che Luisito ha il dribbling in profondità”. 

LA GRANDE INTER - Suarez da subito si impossessa del centrocampo dell'Inter, con i suoi passaggi millimetrici esalta Jair e Mazzola e con Picchi forma un centrocampo da sogno. La spesa è stata tanta ma la resa è notevole. Gli anni'60 dell'Inter sono anni vincenti, eccome. Suarez in maglia nerazzurra vince 3 scudetti, due Coppe dei Campioni e due Coppe Intercontinentali, in mezzo trova anche il tempo di vincere il campionato europeo con la sua nazionale. Sono anni intensi, vissuti al massimo quelli dell'Inter di quel periodo, Herrera spreme dai suoi giocatori tutto il meglio, non senza qualche ombra, poi, quasi all'improvviso, tutto finisce nel giro di pochi giorni nel 1967: in una settimana l'Inter perde campionato e Coppa dei Campioni. L'anno successivo Herrera se ne andrà, in cerca di nuove avventure, chiudendo un ciclo straordinario e Moratti venderà il club a Fraizzoli, ma Suarez invece resta ancora sino al 1970 quando, ormai trentacinquenne, viene ceduto alla Sampdoria dove resta per tre anni prima di appendere le scarpette al chiodo, non prima di aver deliziato ancora il pubblico con i lampi della sua cristallina tecnica.


(Alessandro Bassi è anche su http://storiedifootballperduto.blogspot.it/)