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Prima del fischio d’inizio San Siro si era stretto in un caloroso applauso per due grandi protagonisti rossoneri: Ivan Gazidis e Mike Maignan. Ma il clima di festa si è spento un’ora e mezza dopo sotto i colpi di un Sassuolo scatenato. Veloci come saette gli attaccanti neroverdi che hanno fatto il bello e il cattivo tempo contro un undici, quello rossonero, parso meno brillante dal punto di vista fisico e mentale. Theo Hernandez e Brahim Diaz sono due casi esemplificativi: il primo ha fatto una fatica incredibile a tenere il passo di Berardi e Frattesi, il secondo è stato controllato agevolmente da Maxime Lopez. 
COLPA DEL COVID - Il periodo altalenante dei due forti giocatori spagnoli è dovuto ai postumi del Covid che li ha costretti a fermarsi proprio nel loro momento migliore. Non è facile recuperare da questo maledetto virus come si è potuto notare anche nella scorsa stagione con i casi di  Dybala e Calhanoglu. Per il Milan Theo è assolutamente imprescindibile per caratteristiche tecniche e atletiche. Una sorta di unicum nella rosa rossonera. Dalla sua precisione nell’ultimo passaggio all’attenzione difensiva possono dipendere le sorti di una partita. Stesso discorso per Brahim che non ha un vero alter ego in rosa: con i cambi di oggi Pioli ha lasciato intendere di preferire Messias nel ruolo di esterno destro piuttosto che da trequartista. I tanti impegni ravvicinati di certo non aiutano a ritrovare la migliore condizione fisica, per Pioli le scelte sono state spesso obbligate in questo primo scorcio di stagione. Il Milan non ha mai cercato alibi e non inizierà proprio adesso. Non c’è tempo di guardarsi indietro perché già mercoledì si tornerà in campo a Marassi contro il Genoa dell’ex Shevchenko in una partita che si preannuncia come una battaglia. E per vincerla il Diavolo avrà bisogno di un contributo importante da parte di Diaz ed Hernandez.