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I tifosi del Liverpool hanno fatto sentire la propria voce, con gli striscioni, prima della sfida contro il Leeds, annunciando la morte della propria squadra del cuore. Contrari i Reds, così come Jurgen Klopp, la guida dei campioni d'Inghilterra in carica: "il calcio è dei tifosi, capisco la loro rabbia. La Superlega? Roba di soldi". In Italia domani ripartirà la Serie A e i tifosi sono pronti a farsi sentire, anche loro, con striscioni e stendardi. Per ora si fanno sentire sui social.

L'INTER - Inter, Juventus e Milan, tra i 12 (al momento) soci fondatori, hanno recepito la versione ufficiale dei propri tifosi. La Curva Nord nerazzurra si è espressa con la voce di uno dei responsabili del direttivo, Renato Bossetti, ad Adnkronos: "​Noi pensiamo che con la Superlega i club vogliano cercare di levare il pallino del denaro dalle mani della FIFA che catalizza tutti i capitali del mondo calcio. Si vogliono sedere al tavolo in una posizione di forza. Almeno lo speriamo. Se così non fosse e si andasse fino in fondo, naturalmente saremmo contrari. ​Il calcio, almeno come lo vediamo noi è quello del 'clamoroso al Cibali!', non ci interessano Inter-Bayern, Inter-Real Madrid e Inter-City senza le trasferte a Praga, a Varsavia, oppure a Benevento in macchina in 24 ore andata e ritorno. Il calcio non è quello della Superlega, ma è quello del popolo. Altrimenti andiamo dietro alle 'porcate' dell'Nba. Adesso vediamo e aspettiamo che succede. ​Cercheremo di batterci perché non si realizzi, ma vista la repressione in atto nei nostri confronti, possiamo solo dire la nostra e muoverci per far capire come stanno le cose. Lo devono capire i tifosi comuni, non gli ultras che già lo sanno. Come è successo con la tessera del tifoso. All'inizio chi non faceva parte del nostro mondo era d'accordo, poi si sono resi tutti conto la rottura che è, il nominativo, i dati, i terminali che si bloccano. Ci manca solo che ti chiedano le analisi del sangue per andare allo stadio". In casa nerazzurra è arrivata anche una lettera da parte di alcuni tifosi vip (tra i firmatari ci sono Gad Lerner, Enrico Mentana, Paolo Rossi, Riccardo Milani, Roberto Zaccaria e Gabriele Salvatores) per Javier Zanetti: "E' un'iniziativa che sovverte in modo brutale i criteri di ammissione ai tornei continentali fino a qui conosciuti, e seguiti con passione da un pubblico tanto vasto quanto vasta è la base sportiva interessata. Se i ricchi si frequentano solo tra loro in genere è perché hanno paura di perdere qualcosa. Aiuta l'Inter, caro Capitano, a rimanere nel calcio di tutti".​
LA JUVENTUS - La Curva sud bianconera, invece, si è espressa molto chiaramente con diversi posto pubblicato sul proprio profilo Instagram: "​Creato dai poveri, rubato dai ricchi. Odio eterno al calcio moderno". ​Poi, Loris Grancini, capo dei Viking, ha preso la voce, parlando con Adnkronos: "Che schifo, non possiamo essere favorevoli chiaramente. A chi piace il calcio, a chi ha seguito la squadra sotto la pioggia, con la neve, in casa e in trasferta, non può piacere la Superlega. Ci sarà qualcosa di grosso sotto. Un campionato a 12 squadre di elite? E poi quando si giocherebbe? Di mercoledì? E il campionato italiano? Io mi auguro non si faccia che sia una mossa messa sul tavolo per ottenere qualcosa. Vogliamo fare come l'Nba? Ma lì ci sono i college, è tutto strutturato diversamente. Il calcio è lo sport del popolo. Ma vedo che tutti sembrano essere d'accordo. Ancora non ci credo. Voglio vedere poi Juventus, Inter e Milan a fare figure con quelle squadre, rischiamo di fare la fine dell'Italia di Rugby al 6 Nazioni. Una collezione di cucchiai di legno. Spero che la Uefa mantenga quanto detto e cacci tutti e che per quanto riguarda la Juve, ci salvino gli Elkann".

IL MILAN - Silenzio, invece, da parte dei gruppi organizzati del tifo rossonero. Nessuna dichiarazione, nessun post, nessun comunicato: i tifosi del Milan, per il momento, non si sono schierati. Lo hanno fatto, invece, alcuni tifosi vip, come Matteo Salvini, contrario: "​Da tifoso milanista, dovrei essere contento che la mia squadra possa partecipare a una Superlega europea, incassando un sacco di soldi, a prescindere da merito, impegno e risultati. Ma, da sportivo e da italiano, dico che il denaro non è tutto e i milioni non sono sufficienti per azzerare simboli, storia, merito, cuore e passione. Il calcio e lo sport sono di tutti, non di pochi privilegiati. Mi piacciono le vittorie conquistate con il sudore sul campo, non quelle comprate coi milioni in Borsa". In attesa degli ultras rossoneri, gli altri tifosi fanno sentire la voce. Contraria alla Superlega