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Il messaggio per i tifosi è chiaro: non andate ai Mondiali, nessuno ha avuto il coraggio di dirlo esplicitamente, ma ieri il Dipartimento di Stato americano ha diramato un protocollo di allerta per chi vuole seguire gli Usa in Sudafrica. E non sono i primi. L'Olanda si era già preoccupata dei suoi cittadini dopo l'ultimo allarme, la Danimarca è quasi contenta di non avere troppi sostenitori al seguito e finanzia spot che incoraggiano la curva a non muoversi ("Sappiamo che ci siete"), l'Inghilterra che di solito deve organizzarsi per evitare i danni degli hooligans preferirebbe che stessero a casa per la loro stessa sicurezza. In realtà il protocollo non è stato ideato per questa Coppa del mondo. E' un formulaio prestampato, già diramato prima dei Mondiali 2006, prima di ogni evento che preveda qualsiasi rischio: e chi intende partire deve registrarsi, fare sapere che andrà in Sudafrica e dove soggiornerà, chi intende spostarsi in macchina si assicuri di avere spazio di fuga, si consiglia di prendere nota dei numeri di ambasciate e consolati. Insomma, si insinua il sospetto, si declina la parola attenzione in ogni possibile incidente e si frena.