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La prima stagione di Sandro ​Tonali al Milan non era stata soddisfacente. Anzi. Il rendimento sotto le aspettative del centrocampista in rossonero aveva fatto sorgere diversi dubbi in quanti ricordavano quel ragazzino che aveva incantato in Serie B e preso per mano il Brescia anche all'esordio in Serie A. Perplessità che erano sorte anche all'interno dello stesso club rossonero, che dopo i dieci milioni di euro pagati per il prestito hanno chiesto e - dopo una lunga trattativa - ottenuto, uno sconto importante sui 25 milioni tra parte fissa e bonus che avrebbero dovuto sborsare per acquistare a titolo definitivo il classe 2000.

LE RICHIESTE DI CELLINO - Un lungo tira e molla quello della scorsa estate, col presidente Cellino che non sembrava voler fare un passo indietro rispetto agli accordi presi un anno prima e Maldini e Massara dall'altra parte del tavolo decisi più che mai a reimpostare la trattativa su nuove basi. Alla fine, l'accordo: i rossoneri hanno pagato 6,9 milioni (non 7, per non arrivare a un valore totale di 17, numero di cui lo scaramantico presidente del Brescia non vuole nemmeno sentir parlare), con ulteriori tre milioni di bonus. Una richiesta "strana", in linea con il personaggio, così come quella di rinviare di 24 ore le firme dei contratti per far sì che non cadessero di martedì, giorno poco gradito a Cellino.
LA SVOLTA E L'INTER - Con l'inizio della nuova stagione, Tonali si è sbloccato. Mentre Kessié e Bennacer hanno faticato, lui ha preso per mano il centrocampo del Milan con fisico e tecnica. Una svolta totale, coincisa anche con il cambio di agente. Per la gioia di Stefano Pioli, che rischiava di trovarsi Sandro contro nei derby, vista la sfida di mercato tra i rossoneri e l'Inter di quasi 18 mesi fa, e ora invece può godersi un Tonali leader e tuttocampista.