La breve storia calcistica granata di Alexander Farnerud, biondo centrocampista svedese che viaggia in Porsche non per andare veloce ma perché gli piace la linea di questa sportiva: 'In realtà qui a Torino mi sorpassano tutti, nessuno rispetta il limite dei 50 all’ora', si legge sull'edizione odierna di Tuttosport. Farnerud all’inizio sembrava un pesce fuor d’acqua nel gioco di Ventura e in una serie A che non pareva fatta a sua misura. Troppo lento nel gestire il pallone appena ricevuto. Troppo tempo per pensare cosa fare della sfera e decidere dove indirizzarla. Insomma, l’esatto contrario di ciò che si aspettava da lui: distribuzione efficace e veloce della manovra e accelerazioni importanti palla al piede. Di tutto questo, per parecchie settimane, nemmeno l’ombra. Poi ecco la svolta, nel match contro l’Inter, quello della magia di Bellomo al 90’ con una punizione da 30 metri finita alle spalle di Carrizo per un emozionante 3-3 iniziato proprio con un gol di Farnerud, il primo con la maglia granata. Da quella sua incursione chiusa con un sinistro al volo stretto al punto giusto per spedire la palla sul palo opposto, la parabola di Farnerud ha subito un’inversione di tendenza. Non solo il gol di Marassi con il Genoa grazie a un tiro da fuori deviato da El Kaddouri, ma molte altre giocate che Ventura aspettava come la manna dal cielo. Perché questo ragazzone ha la capacità di offrire quantità e qualità.

Quindi grande corsa e ripiegamenti generosi a frenare le incursioni avversarie ma anche affondi tecnicamente rilevanti nel tentativo di firmare l’accelerazione in grado di portarlo al suo potente tiro da fuori area piuttosto che imbucare un compagno con verticalizzazioni sopra la media. Ed è anche e soprattutto per questo motivo che Farnerud è diventato sempre più centrale nel progetto tecnico tattico firmato Ventura. Che domenica a Udine lo impiegherà verosimilmente sia che opti per il 3-4-1-2 che per il 3-5-2. Evidente che cambierà il suo apporto in base al modulo che il tecnico sceglierà ma questo è un altro discorso. Ciò che conta è l’abilità polivalente dello svedese, uno insomma che può andare di fioretto come di spada. A Udine potrebbe risultare tra le pedine più importanti dello scacchiere torinista se dovesse confermarsi sui livelli che l’hanno visto esprimersi negli ultimi tempi.

DUBBIO IN ATTACCO In attacco il dubbio che sta tormentando Ventura riguarda il compagno di Cerci . Se da una parte Immobile meriterebbe la conferma come titolare per ciò che sta offrendo sia sottoporta che sulla trequarti, è anche vero che Barreto è ormai da parecchie settimane che aspetta pazientemente il proprio turno per dimostrare di aver superato il suo momento opaco. E per il brasiliano la partita contro l’Udinese, che detiene metà del cartellino, non sarà certo una partita normale ma con motivazioni extra che potrebbero indurre Ventura a schierarlo dal primo minuto, puntando proprio sulla voglia di dimostrare alla famiglia Pozzo di essersi sbagliata sul suo conto. Oggi Ventura nella seduta pomeridiana inizierà a fare le prime scelte e in base a ciò che deciderà di proporre in campo si inizierà a intuire se domenica, per Barreto, potrebbe arrivare la chance o meno dal primo minuto.