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  • Toromania: altro che lo 0-4, la vera sconfitta è l'aver giocato in trasferta

    Toromania: altro che lo 0-4, la vera sconfitta è l'aver giocato in trasferta

    • Andrea Piva
    Lo 0-4 incassato dal Napoli dovrebbe essere l’aspetto peggiore della partita di ieri. Invece non lo è stato. La vera sconfitta è stata un’altra: vedere uno stadio per tre quarti azzurro, sentire i fischi alla lettura della formazione del Torino, ascoltare il coro “La capolista se ne va” sovrastare quelli lanciati dalla Maratona. Insomma, giocare in trasferta una partita casalinga. Vero che tra i tifosi c’è un più che giustificato entusiasmo e voglia di vedere dal vivo Osimhen e compagni ma, come ha sottolineato anche Juric al termine della partita, “non è bello subire in casa quello che abbiamo subito oggi, non è normale”. 

    Dove sono finiti i tifosi del Torino? Ci sono ancora, nonostante siano in numero sempre minore, ma non si vedono perché sempre più distanti dalla società, più che dalla squadra. Che Cairo non sia amato dalla tifoseria granata è cosa nota e il disertare lo stadio è diventato per molti una forma di protesta, soprattutto dopo l’ormai celebre “esperimento sociale” in Curva Primavera: non è un caso che quest’anno si sia registrato il record negativo di abbonamenti, che lo stadio sia praticamente sempre vuoto e che per riempirlo servano i tifosi della squadra ospite. Altro che lo 0-4, la vera sconfitta del Torino è questa. 

    Riportare i tifosi allo stadio, riavvicinarli almeno alla squadra dovrebbe essere ora il principale obiettivo in casa Torino: la partita contro il Napoli di ieri lo ha dimostrato. Giocare in trasferta una gara casalinga per una squadra con la storia del Toro, per una piazza come quella granata, è la sconfitta più pesante di tutte. 

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