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Per una settimana ci sarà ancora da pensare al campionato, alle partite con il Verona prima e la Roma poi. Non tutti però avranno questi pensieri: per Gleison Bremer è già arrivato il tempo di pensare al futuro. Non giocherà le ultime due gare per un problema alla caviglia e perché non si vuole rischiare che l’infortunio diventi più grave: nessuno, tra i tifosi granata, si illude che il difensore brasiliano possa restare, la sua cessione servirà per finanziare il mercato in entrata (a partire dai vari riscatti dei giocatori in prestito) e negli scorsi mesi ha rinnovato il proprio contratto proprio per aiutare il Torino a guadagnare di più dalla cessione. Il vero problema non è la cessione del numero 3, quanto la sua sostituzione. 

Negli anni delle grandi plusvalenze, soprattutto durante la gestione Ventura, non sempre chi è andato via a suon di milioni è stato rimpiazzato da giocatori all’altezza. L’arrivo di Amauri al posto di Cerci lo ricordano tutti ma si potrebbero citare anche i vari Ajeti, Castan e Rossettini quando partirono Glik e Maksimovic. Ci sono però anche esempi positivi, come l’arrivo di Zappacosta quando Darmian andò al Manchester United: ora servirà un’altra operazione di questo tipo. Non basterà un Ajeti da prendere a parametro zero, un Castan o un Rossettini in saldo per sostituire un giocatore come Bremer: “Serve uno forte”, ha sentenziato Juric.
L’acquisto del centrale di difesa non potrà essere sbagliato, perché quello è un ruolo fondamentale per il gioco di Juric e i tanti uno contro uno affrontati da Bremer in questa stagione, contro i centravanti avversari che domenica dopo domenica era chiamato ad affrontare, ne sono la prova. Per sopperire all'addio di Bremer servirà un sostituto all’altezza.