Due gol segnati e un terzo sfiorato. È questo il vero Belotti, quello che a Torino i tifosi e gli addetti ai lavori hanno imparato a conoscere a apprezzare. Dopo un inizio di stagione in cui ha faticato a essere incisivo in zona gol, il Gallo contro la Sampdoria è tornato quel bomber implacabile che due stagioni fa aveva attirato su di sé le attenzioni di diversi club europei: è bastato che nell'area di rigore avversaria spiovessero quei cross che non sempre gli sono arrivati e il centravanti granata ha ritrovato anche quel gol di testa che da oltre un anno e mezzo gli mancava. 

Ha avuto ragione il presidente Urbano Cairo negli scorsi giorni nel sostenere che Belotti non era crisi, ha avuto ragione Walter Mazzarri a continuare a puntare sul centravanti, anche se i gol non arrivavano. Serviva pazienza e alla fine il Gallo è tornato ad alzare al cielo la propria cresta e lo ha fatto su un campo ostico, come lo è il Luigi Ferraris, contro quella che fino al fischio d'inizio della partita era la seconda miglior difesa dell'intero campionato. Ma non solo, Belotti è anche tornato a essere quel cecchino infallibile dal dischetto che aveva dimostrato di essere nella sua prima stagione al Torino: dopo tanti errori negli ultimi due anni, prima ha segnato il rigore contro il Napoli, ieri si è ripetuto battendo Audero dopo essersi lui stesso procurato la possibilità di presentarsi dagli undici metri. 
Se il Torino ha vinto con un ampio margine sul campo della Sampdoria, convincendo e divertendo per la prestazione offerta, il merito va dato anche a Walter Mazzarri. Nelle ultime settimane il tecnico ha saputo far sbocciare la propria squadra dandogli un gioco offensivo e veloce: contro il Bologna e contro la Fiorentina, nonostante le buone prestazioni, il Torino non era riuscito ad andare oltre al pareggio, contro la Sampdoria è invece arrivata, finalmente e meritatamente, la vittoria.