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Marco Giampaolo è uno di quegli allenatori che ha bisogno di tempo per poter insegnare la propria idea di calcio, non a caso appena arrivato al Torino le prime cose che ha chiesto a Urbano Cairo non sono stati dei rinforzi, ma il tempo e la pazienza. Elementi che in passato non ha sempre avuto, vedasi quanto accaduto al Milan lo scorso anno. Una richiesta che sembra essere in contrasto con il ritmo frenetico del nostro calcio, dove troppo spesso si fatica anche ad aspettare un calciatore giovane e dove la filosofia del risultato fa da padrona.

Il tempo Giampaolo se lo dovrà guadagnare, anche con le unghie e con i denti, con prestazioni poco brillanti ma di sostanza (e per sostanza si intende che portino punti). Il Torino non ha certo iniziato nel migliore dei modi il campionato: ha perso 1-0 a Firenze all’esordio (solo un super Sirigu ha evitato un passivo peggio), è stato poi sconfitto 4-2 in casa da un’Atalanta capace di diventare sempre più padrone del gioco e del campo man mano che passavano i minuti. Ora all’Olimpico Grande Torino arriverà il Cagliari e la squadra di Giampaolo non potrà più sbagliare: non perché il tecnico sia a rischio esonero, ma in quanto il fattore tempo potrebbe rivoltarsi e diventare un nemico più che un alleato dell’allenatore.
Allenare una squadra che da troppo tempo non ottiene risultati positivi renderebbe più difficile convincere i calciatori della bontà del proprio progetto tecnico e tattico, complicherebbe sempre di più il lavoro dello stesso Giampaolo. Il tecnico granata contro il Cagliari non dovrà sbagliare: solo così potrà avere il tempo dalla sua parte.