65
La panchina di Marco Giampaolo per il momento non scotta ancora ma la sensazione che il destino del tecnico sia già scritto, di sapere come finirà la sua avventura al Torino, è forte: Giampaolo non arriverà al termine del suo contratto (ha firmato un biennale con opzione per il terzo anno), non concluderà nemmeno questo campionato. Lo avevamo detto alla vigilia della gara contro il Cagliari, quando è arrivato ha chiesto che gli venisse dato tempo per insegnare il suo calcio e Urbano Cairo al momento lo sta accontentando. Ma non lo farà per sempre: quell’ultimo posto in classifica con 0 punti (unica squadra a non averne ancora fatti) spaventa il presidente del Torino che teme, esattamente come un anno fa, la retrocessione, per questo se il trend di risultati non cambierà sarà lui a scegliere per un’altra rivoluzione in panchina. 

Con Giampaolo il trend molto difficilmente cambierà: viene spesso definito “maestro di calcio” (se un allenatore che in carriera ha collezionato esoneri e ottenuto al massimo qualche discreto piazzamento è un “maestro di calcio” i vari Guardiola, Klopp, Ancelotti e Mourinho cosa sono?) ma sembra sappia far giocare le sue squadre solamente in una maniera: con quel 4-3-1-2. E se i giocatori per fare rendere al meglio quello schema non ci sono non importa, non cambia la sua idea, con ostinazione ripropone Rincon in cabina i regia, adatta vari giocatori nel ruolo di trequartista. 
Eppure i pregi e i limiti di Giampaolo sono noti tutti, eppure chiunque era consapevole del fatto che se non gli fosse stata costruita una squadra su misura per la sua idea di calcio avrebbe faticato. Giampaolo, così come altri prima di lui, pagherà anche per colpe non sue, e al Torino si ripartirà con un nuovo allenatore e nuove promesse tradite (un film già visto troppe volte). A questo punto sorge spontanea una domanda: non sarebbe stato meglio confermare Moreno Longo? Ha dimostrato di non essere solamente “un motivatore”, come lo ha definito Cairo, ha idee nuove, sa adattarsi alla squadra che allena, conosce l’ambiente, è amato dalla piazza e ha anche un curriculum migliore di quello dello stesso Giampaolo. E certamente non avrebbe fatto peggio dell’attuale allenatore Torino.