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Torino-Lazio è l'occasione giusta per riscattarsi. E' il pretesto perfetto per dare una risposta all'ambiente granata che, d'improvviso, è diventato scettico. I granata restano, ancora, ad un passo dalla salvezza e non corrono particolari rischi; tuttavia ci sono dei punti ancora da conquistare e dei segnali da inviare ad una piazza intera. C'è una compattezza difensiva da ritrovare e una quadratura del cerchio in attacco da mettere a punto: là davanti però i problemi sono noti e si protraggono da inizio stagione, mentre in difesa l'allarme è scattato dopo le ultime due trasferte giocate a Cagliari e Parma, che hanno costretto Gillet a raccogliere la palla per otto volte dal fondo della rete. 

C'è una serenità da riconquistar,e peraltro: anche se all'apparenza tutto fila liscio, nello spogliatoio granata c'è una sottile linea di paura, praticamente invisibile ma pericolosissima. Per crollare e buttare via mesi di lavoro basta un attimo. Detto ormai che la squadra ha già buttato via tantissime occasioni per dimostrare di valer ben più di una semplice salvezza, adesso c'è da lavorare comunque per conquistare questo obiettivo minimo e mettersi al riparo da inutili rischi. 

Anche all'andata il copione era stato lo stesso. K.o. contro Cagliari e Parma intervallati dal segno 'X' di Palermo e poi due pareggi insperati contro Lazio e Napoli. La storia si può ripetere e anche migliorare: nella Lazio, come all'andata, mancherà Hernanes e si gioca all'Olimpico, stavolta di Torino. L'occasione è buona per tentare un colpaccio inatteso e tornare a guadagnare la fiducia perduta in alcuni tifosi granata, disaffezionati da un'altalena di risultati che non giova di certo all'ambiente.