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E’ immortale, c’è poco da fare. Francesco Totti punisce oltremisura un bel Toro, che gioca con personalità e mette più di un brivido alla difesa giallorossa. Poi, l’ingresso del Capitano riaccende l’Olimpico e in tre minuti segna due reti: l’ha praticamente vinta da solo, sfruttando la solita dormita dei granata sui calci piazzati e un abbaglio incredibile di Calvarese. Si ferma a tre la serie di vittorie consecutive dei granata, che comunque, complice la sconfitta del Frosinone, tornano dalla Capitale con la certezza aritmetica della permanenza in serie A.
 
Quella contro la formazione di Spalletti è stata una delle gare migliori disputate dal Toro nel 2016. I granata scendono in campo con una sicurezza incredibile, con la consapevolezza nei propri mezzi e con la mentalità vincente: non è un caso, infatti, che Martinez colpisca l’esterno della rete dopo appena 20 secondi. Un avviso alla Roma, ma anche a se stessi, per far capire che sarà una grande serata. La squadra di Ventura rischia poco dietro, e quando si presenta dalle parti di Szczesny dimostra di saper far male: prima il palo, poi il rigore e l’undicesimo gol stagionale di Belotti. E sembra pure baciato dalla fortuna, con Calvarese che non vede nulla in area granata, tra il mani di Silva e, nella ripresa, quello ancora più clamoroso di Gazzi. Manolas sovrasta Moretti e fa 1-1, ma quello dell’Olimpico è davvero un Toro diverso. Non si scompone e non si spaventa, anzi ricomincia ad attaccare e a dieci dalla fine ritorna avanti con Martinez, finalmente in gol. Poi entra la Leggenda, e tutto cambia. 22 secondi dal suo ingresso in campo e il “Pupone” è già sotto la sua curva ad esultare. Show di Totti, ma anche di Calvarese: ha la coscienza sporca, il fischietto di Teramo, e riesce nell’impresa di fischiare l’unico tocco di mano che proprio non c’è. Padelli la sfiora, ma non basta: il Capitano completa l’opera e fa infuriare Ventura.
 
Ha ragione, il tecnico granata: “Se non vinciamo con una prestazione del genere, non porteremo mai a casa il risultato” dice nel post-partita. Aumentano i rimpianti del Toro, non solo per la gara contro i giallorossi, ma per quello che poteva fare in tutto il campionato. Una squadra maturata troppo tardi, nel momento in cui, purtroppo, i punti valgono davvero poco. Ed è così che la prestazione dell’Olimpico, più ancora che far ben sperare per le prossime partite che mancano, rincuora i tifosi per l’anno prossimo. Una corazzata, che da quando è arrivato Spalletti viaggia a ritmi folli, messa sotto per 80 minuti a domicilio: un gran bel Toro viene steso da Francesco Totti. E, davanti a una leggenda del genere, ci si può soltanto togliere il cappello e applaudire.
 
Emanuele Pastorella