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“La squalifica tolta mi rende giustizia” aveva dichiarato Walter Mazzarri dopo che il suo ricorso, contro il turno di squalifica per Torino-Napoli, era stato accolto. Facile quindi immaginare cosa possa aver pensato l’allenatore toscano dopo il controricorso presentando negli scorsi giorni dalla Figc, ancora più semplice ipotizzare quanto sia stata grande la sua soddisfazione nel sapere che a Udine, domenica prossima, potrà regolarmente essere in panchina. La Corte Federale d’Appello ha infatti dichiarato inammissibile il reclamo del presidente federale. Giustizia è fatta, per dirla alla Mazzarri.

Un ricorso da parte della Figc contro una decisione della Corte Sportiva d’Appello Nazionale è un fatto più unico che raro, probabilmente anche totalmente inaspettato in questo caso. Il presidente federale Gabriele Gravina è sembrato però fermamente convinto che Mazzarri andasse fermato per un turno. Per quale motivo si è ostinato a chiedere la squalifica dell’allenatore del Torino? Non per un fatto personale (ci mancherebbe altro) ma per difendere una regola introdotta quest’anno ma mal scritta: quella dei cartellini agli allenatori.

Mazzarri era stato espulso per doppia ammonizione in Parma-Torino ma nel regolamento, a differenza di quanto avviene per i calciatori, non c’è scritto da nessuna parte che un allenatore debba essere automaticamente squalificato dopo un rosso. Una svista (forse) che ha permesso all’allenatore granata di vincere il ricorso. In fondo è giusto così, non poteva pagare l’allenatore granata per un regolamento incompleto.