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Non è né MessiCristiano Ronaldo, la domenica non tira calci al pallone ma guida la squadra da bordo campo, eppure Walter Mazzarri in passato ha già dimostrato di saper fare la differenza. L'ha fatta alla Reggina nel campionato 2006/2007, quando è riuscito nell'impresa di salvare una squadra che ha inizio campionato aveva già un piede in serie B per via della pesante penalizzazione subita per il calcioscommesse. L'ha fatta anche a Napoli, quando ha portato una squadra con un attacco super, ma una difesa e un centrocampo per nulla straordinari, al secondo posto in classifica e a calcare palcoscenici importanti in Champions League. Ora per Mazzarri è arrivato il momento di fare la differenza anche al Torino. 

Quest'oggi comincia il suo primo ritiro da allenatore granata, dopo che lo scorso gennaio aveva preso la squadra in corsa riuscendo comunque a fare meglio del suo predecessore in termini di punti, gol segnati e gol subiti. Ma quest'anno sarà tutto diverso: come un pittore ha davanti a sé una tela bianca e potrà iniziare da subito a creare la sua opera d'arte secondo le proprie idee e il proprio gusto. Certo, avrebbe bisogno di qualche colore in più nella sua tavolozza per far in modo che il quadro possa risplendere (questi colori, leggasi nuovi giocatori, gli avrebbero fatto comodo sin dai primi giorni di ritiro), ma ora ora può iniziare a creare il suo capolavoro, il suo Toro.
L'operato di Walter Mazzarri nella prima parte del 2018 può essere giudicato solamente con mille riserve: la squadra che ha guidato era stata costruita per un altro tecnico, allenata atleticamente da un altro staff. Ora invece sarà compito solamente del tecnico toscano e dei suoi collaboratori quello di preparare al meglio il Torino per far in modo che sia tra i protagonisti del prossimo campionato. Ora Mazzarri può davvero dimostrare le proprie qualità e fare la differenza.