Per l’Europa non è ancora finita. Classifica alla mano, l’1-1 contro il Cagliari non ha spento le speranze internazionali del Torino ma nella plancia di comando della squadra granata si è accesa un’allarmante spia rossa. Non è il risultato o la prestazione a preoccupare, d’altronde Belotti e compagni in questa stagione stanno disputando un campionato in linea con le aspettative e le loro qualità, ma è l’eccessivo nervosismo trapelato in campo a preoccupare.Nervosismo che trova la sua massima espressione in Mazzarri che, dopo il gol convalidato con il Var a Pavoletti, abbandona il campo di sua spontanea iniziativa prima di tornare indietro ed essere a quel punto allontanato dall’arbitro. 

Certo, Irrati ci ha messo tanto del suo nel far surriscaldare gli animi: non è neanche andato a rivedere al Var la netta spinta di Pellegrini su Izzo nel primo tempo, ha estratto direttamente il cartellino rosso per Zaza per un "vaffa" di disappunto (un’espressione non politicamente corretta quella dell’attaccante ma nello sport, non solo del calcio, sono cose che possono capitare, sono sempre capitate e sempre capiteranno), graziando Barella che precedentemente si era rivolto a lui nello stesso modo. E poi non ha fischiato falli evidenti in mezzo al campo e la sua gestione dei cartellini è stata a dir poco pessima.  Nonostante tutto questo, nonostante il disastroso arbitraggio di Irrati, l’allenatore non può lasciare la propria squadra da sola di propria iniziativa a un quarto d’ora dalla fine. Mazzarri ha perso la lucidità e a questo non può e non deve succedere. E se ciò avviene a sei giornate dalla fine del campionato con l’Europa League ancora in ballo c’è da preoccuparsi: gli errori arbitrali non possono essere un alibi per l’eventuale non raggiungimento dell’obiettivo finale. Il Torino ha ancora il tempo per rimediare ai propri errori e ai disastri di Irrati ma per farlo servono cuore e testa. Se quest’ultima manca come capitato con il Cagliari a fine stagione ci saranno tanti altri motivi per essere arrabbiati e delusi.