37
Sbagliò, un anno fa, Gian Piero Ventura a puntare su un Andrea Belotti lontano dalla miglior condizione, con un ginocchio ancora dolorante, per i playoff che l'Italia giocò contro la Svezia. Ha sbagliato, ieri sera, Roberto Mancini a non affidarsi dal primo minuto ad Andrea Belotti per l'esordio nella Nations League contro la Polonia. Di questo Gallo non si può fare a meno: lo sa bene Walter Mazzarri, lo sanno i tifosi del Torino e probabilmente ora se ne è accorto anche il ct della Nazionale.

Già nel ritiro precampionato a Bormio è parso evidente che Belotti non fosse lo stesso giocatore dello scorso anno: per grinta, voglia di mettersi in mostra e, soprattutto, condizione fisica il Gallo anche negli allenamenti con il Torino è immediatamente sembrato quello che due anni fa ha stupito addetti e lavori e non, realizzando ventisei reti in campionato e attirando su di sé gli occhi di alcuni dei principali top club europei. Finora, in questo inizio di campionato, Mazzarri non ha rinunciato al suo numero 9 neanche per un minuto e la fiducia riposta è stata ripagata dal centravanti con tre buone prestazioni e un gol a San Siro contro l'Inter: una rete importante perché è quella che ha dato il via alla rimonta granata. Anche il neo acquisto Simone Zaza, accolto con entusiasmo al momento del suo arrivo, per il momento non ha avuto molte occasioni per mettersi a causa dell'ingombrate concorrenza in avanti. 

Insomma, come dicevamo in precedenza, di Belotti il Torino non può farne a meno. Italia-Polonia ha dimostrato che anche l'Italia non può rinunciare a quello che, al momento, è il centravanti azzurro più in forma: l'ingresso in campo del Gallo, così come quello di Federico Chiesa, è stato decisivo per evitare una sconfitta contro Kamil Glik e compagni. Chissà se ora Mancini seguirà l'esempio di Mazzarri e consegnerà a Belotti una maglia da titolare per la partita contro il Portogallo. Così come il Torino, anche l'Italia non può fare a meno del Gallo.