Adesso non ci sono più scuse: via il derby dal 4 maggio. Ora che la Juventus è stata eliminata dalla Champions League e Allegri, Cristiano Ronaldo e compagnia cantante hanno i martedì e i mercoledì sera liberi da impegni, non c’è alcun motivo per cui la prossima stracittadina debba essere anticipata al giorno dell’anniversario (il settantesimo) della tragedia di Superga. Per il popolo granata quella del 4 maggio non è e non sarà mai una giornata come le altre, è un qualcosa di ben più importante di una partita, di una vittoria, di un derby o della qualificazione all’Europa League o alla Champions League: è l’essenza dell’essere granata, è ciò che differenzia il tifoso del Toro da quello di altre squadre. 

Chi sostiene che in passato non ci siano mai state mobilitazioni del Torino, o dei suoi tifosi, per far spostare una partita dal 4 maggio e che tutto sta accadendo quest’anno perché l’avversario è la Juventus si sbaglia o, semplicemente, non sa. Nel 2014, l’ultima volta che la squadra granata ha giocato nel giorno dell’anniversario della tragedia di Superga, accadde lo stesso: il Torino chiese ufficialmente, a più riprese, lo spostamento della partita, gli uffici della Lega furono subissati di mail e telefonate di protesta da parte dei tifosi granata e ci fu anche chi diede la disdetta dalla Pay tv. La partita si giocò lo stesso il 4 maggio perché, spiegarono dalla Lega, era la terzultima giornata e con il Torino impegnato nella corsa all’Europa League e il Chievo in piena lotta salvezza era necessario garantire la contemporaneità delle partite con le dirette concorrenti delle due formazioni. Peccato che poi negli anni successivi la regola della contemporaneità non sia più stata presa in considerazione per il terzultimo e il penultimo turno di campionato. 

Il Torino, nel post Superga, è sceso in campo il 4 maggio anche altre volte negli anni ’50, ’60 e ’70 ma va ricordato che è accaduto sempre e solo di domenica. E negli anni ’50, ’60, ’70 e primi anni ’80 le partite di serie A si giocavano solamente di domenica: non esistevano gli anticipi e i posticipi, c’erano le partite in contemporanea e nessuno neanche immaginava di poter cambiare la data di una gara di campionato. All’epoca era fantascienza. Oggi le partite vengono spalmate dal venerdì al lunedì per i motivi più vari, non solo per gli impegni di coppa delle varie squadre: lo stadio occupato dalla nazionale di rugby, altri eventi (anche non sportivi) in città. Più che legittima, quindi, la richiesta del Torino di spostare il derby a un altro giorno, soprattutto considerato che originariamente era in programma per domenica 5 maggio ed è stato anticipato di un giorno per gli eventuali impegni europei della Juventus. Ora spostate la partita al venerdì, alla domenica o al lunedì, ma non fatela giocare il 4 maggio.