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    Toromania: vittoria e sogni europei. Ma ormai qualcosa si è rotto

    Toromania: vittoria e sogni europei. Ma ormai qualcosa si è rotto

    • Andrea Piva
    Il Torino ha vinto, per di più in rimonta come non accadeva da due anni, ha segnato un Primavera come Savva, all’esordio in Serie A, a dare il via all’azione del secondo gol è stato un altro debuttante come Dellavalle, si è sbloccato pure Pellegri, che è andato poi a esultare davanti al Settore ospiti per cercare una pace con i tifosi con cui il rapporto, da tempo è diventato turbolento. In più il Torino è tornato a credere nell’Europa, grazie anche alla sconfitta del Napoli e alla possibilità che pure il nono posti basti nel caso in cui la Fiorentina dovesse battere l’Olympiakos nella finale di Conference League. Tutti felici e tutto bello? Neanche per sogno. 

    Perché nonostante quanto descritto in precedenza, ciò che ha lasciato la trasferta di Verona è la sensazione che qualcosa si sia ormai rotto tra tifoseria e società. Da tempo, anni ormai, prosegue la contestazione al presidente Cairo, ora però anche il rapporto con la squadra si è incrinato. Il problema non sono i risultati ma quando accaduto a Superga, quel “ciao ciao pezzi di m…” riferito ai tifosi e pronunciato da qualche giocatore rimasto anonimo sul pullman. La lettera di scuse firmata da tutta la squadra, ma senza un’assunzione di responsabilità da parte del colpevole, non è bastata a far tornare il sereno. Lo striscione “Giocatori senza dignità specchio di questa società. Via Cairo e gli ingrati dalla nostra città” apparso nel settore ospiti ne è la dimostrazione. Servirebbe unione tra tifoseria e società, hanno sottolineato Juric e Cairo, ma servirà tempo per ricucire uno strappo venutosi a creare non adesso e non per colpa dei tifosi.

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