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Mancano 50 giorni alla scadenza del suo contratto, come di quello di tutta l'area sportiva bianconera. Mancano 50 giorni soprattutto al termine della stagione più lunga e difficile di tutta la sua vita. Vissuta da Fabio Paratici sempre in prima linea in mezzo alla bufera. Anche per sue responsabilità, ma non esclusivamente. Il caso Suarez, comunque vada a finire, ha lasciato il segno e sta macchiando un percorso da dirigente al top negli ultimi dieci anni. Così come la piega che ha preso il cammino della Juve è oggi quello che resta in vista, dopo nove anni di trionfi e scudetti è quasi normale che possa arrivare un passaggio a vuoto, il modo in cui si sta concretizzando è però quello peggiore possibile: fallire la qualificazione in Champions non può cancellare quanto fatto in dieci anni, ma sancirebbe il declino di una società che dopo l'addio di Beppe Marotta e la promozione dello stesso Paratici ha visto il grande impero creparsi un po' alla volta. Mancano 50 giorni e ci sono ancora un sacco di cose da fare, la principale è tenere uniti i pezzi di una squadra che non sembra esserci più per salvare il salvabile, poi per sistemare il bilancio e parallelamente impostare il nuovo corso anche tecnico. Ma alla fine mancano 50 giorni e Paratici nonostante la serenità palesata in ogni dichiarazione pure sul suo futuro, non sa ancora se resterà al suo posto.
IL FUTURO – Ora come ora rischiano tutti alla Juve, troppe le situazioni delicate e controverse che stanno condizionando il contesto generale, mentre la squadra raccoglie i risultati peggiori degli ultimi dieci anni. Attorno alla figura di Andrea Agnelli arrivano rassicurazioni continue dalla proprietà, la presenza di John Elkann e i messaggi trapelati da Exor vanno verso la fiducia al numero uno della Juve ed eventuali ribaltoni non sono annunciati prima di qualche mese. Il discorso allenatore è ancora diverso. Certo, la Champions fa tutta la differenza del mondo. Ma qualcosa sembra proprio debba cambiare, anzi molto. E in tal senso, per quanto sia sempre stato al timone di una programmazione anche futura non solo orientata al 30 giugno, è Paratici che torna a rischiare più di tutti, anche perché è lui il dirigente più in vista. Una situazione che genera anche inevitabile tensione e nervosismo, pure a livello mediatico nell'occhio del ciclone è finito lui più di tutti e gli schizzi di fango sono spesso arrivati allo stesso bersaglio. Da più parti trapela la volontà di fermarsi a rifiatare nel caso in cui terminasse la sua esperienza alla Juve, anche se di mollare proprio ora non ha alcuna voglia. A fiutare l'affare, per dargli un compito che più gli si addice come quello del direttore sportivo, c'è anche il Bayern Monaco che a fine anno rivedrà diverse posizioni interne al club. Mentre un cambio di guardia alla Juve vedrebbe in Federico Cherubini l'uomo designato per gestire la transizione, come già da tempo è nell'aria, almeno dalla scorsa estate. Intanto mancano 50 giorni al 30 giugno e pure al vertice della piramide non c'è certezza di chi resta e chi lascia.