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Troppa Inter per questa Roma, anche se i meriti dei nerazzurri superano di gran lunga le mancanze dei giallorossi triturati per novanta minuti nel gioco e nel risultato, con l’Inter capace di chiudere la pratica già nel primo tempo al termine di una prestazione sontuosa. 

All'Olimpico di "Special" c'è stata solo l'Inter mentre Mourinho (a cui sempre sarò grato) dovrà cercare di capire dove intervenire per migliorare la sua squadra. L’Inter ha interpretato la sfida come meglio non poteva, veloce e rapida nella circolazione del pallone, affamata nel recuperarlo e devastante ogni volta che si è palesata nell'area di rigore giallorossa. Insomma una gioia per gli occhi increduli dei tifosi nerazzurri.

Che dire ancora di Calhanoglu? Si è confermato ancora una volta il centro del gioco della squadra, giocatore totale come Barella e metronomo indispensabile come Brozovic. Un trio che in questo momento sembra davvero indissolubile. Calha trova il gol del vantaggio addirittura da calcio d'angolo. In questo momento il turco è in fiducia, gli riesce tutto e qualcuno in questo momento forse lo starà rimpiangendo. Nelle ultime cinque partite Calha ha preso parte a sei gol (quattro reti, due assist), tante quante nelle precedenti 19 di campionato. Curiosità: dal 2011-12 Calhanoglu è soltanto il sesto giocatore a trovare il gol direttamente da corner in Serie A (dopo Callejon, Pulgar, De Paul, Papu Gomez e Marco Rigoni a cui poi si è aggiunto Cuadrado).

E poi c’è lui: Dzeko! Edin ha firmato il classico gol dell'ex, lui che non segnava da 393 minuti, e che ha pensato bene di ritrovare la via del gol proprio contro la squadra che con troppa leggerezza lo ha lasciato andare la scorsa estate. Il bosniaco è un regista offensivo sempre più fulcro dell’attacco nerazzurro.  
Sono poi felicissimo per il gol di Dumfries, il primo in nerazzurro che ha di fatto chiuso la pratica consentendo poi all'Inter di restare in controllo totale nella ripresa. Se lo meritava Denzel. L’olandese si sta ambientando, sta imparando la lingua e avrà bisogno ancora di un po’ di tempo per capire la squadra e i compagni ma c’è e sul serio. Un gol bellissimo fatto di tempismo, acrobazia e carattere. Denzel sarà un treno lì a destra, ne sono sicuro e lo aspetto volentieri. 

I campioni d’Italia hanno impressionato per qualità di gioco ed efficacia della manovra, con i giocatori che si trovano a occhi chiusi e spesso di prima, segno che le idee di Inzaghi sono state metabolizzate e che la squadra sa sempre cosa fare e come farlo. Simone sta lavorando sodo ma ammetto che un risultato del genere in tempi così brevi non me lo sarei mai aspettato. La strada è lunga e un passo è stato fatto, ne mancano ancora molti altri ma con queste premesse si può sperare che il cammino intrapreso sia ancora quello giusto. Aggiungiamo poi che per la terza gara consecutiva in campionato Handanovic non ha subito gol e che dall'ultima sconfitta (proprio all'Olimpico contro la Lazio) sono arrivate nove vittorie e due pareggi tra campionato e Champions, tanto basta per capire che in chiave scudetto l'Inter torna a recitare un ruolo da protagonista. 

Il miglioramento nella fase difensiva è evidente ma non è stato raggiunto sacrificando la manovra d’attacco. Davanti ci arrivano tutti, difensori, centrocampisti e ovviamente attaccanti. Continuiamo a fare gol (l’Inter è andata in rete per 18 trasferte consecutive di campionato, eguagliando il precedente record stabilito tra l’ottobre 1950 e il settembre 1951), confermandoci il miglior attacco del campionato. Peccato per il Tucu. L’infortunio muscolare non è buona cosa e con tutta probabilità lo vedremo in campo solo nel 2022. Testa al Real, una vittoria significherebbe primato nel girone e urna probabilmente più gentile. Ci si può provare a cuor leggero con l’obiettivo ottavi, per bravura di Inzaghi, già in tasca.