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Finalmente la tanta attesa vittoria nel big match è arrivata! Ci siamo andati vicino già contro Atalanta, Juventus e Milan fermandoci però sempre sul più bello. Contro il Napoli l’Inter ha giocato da grande squadra per 75’ minuti, conducendo la partita e, soprattutto, sapendo reagire al gol di Zielinski che in altre occasioni ci avrebbe demoralizzato o tagliato le gambe. Ci dimentichiamo troppo spesso però che la nostra squadra è campione in carica, che di ostacoli ne ha già superati tanti per arrivare al titolo e quindi è ovviamente preparata psicologicamente per affrontare questi momenti delicati.

L’atteggiamento è stato quello giusto, l’Inter ha giocato senza paura esattamente come successo nel derby e non era così scontato succedesse. Come contro il Milan anche la partita contro il Napoli era delicatissima per i nerazzurri. Perdere il match avrebbe lanciato gli uomini di Spalletti verso un + 10 in classifica molto duro da digerire e il rischio era quello di approcciare e affrontare la sfida con la paura di perdere. Non è successo e questo è sintomo di una squadra che è consapevole del suo valore e della sua forza.

L’Inter riapre il campionato complice anche la sorprendente sconfitta del Milan a Firenze. Guardare Milan e Napoli dal basso non è mai bello ma farlo con il distacco praticamente dimezzato è motivo di felicità. Ora noi interisti possiamo osservare il campionato da un’ottica diversa, poiché non siamo più spalle al muro senza la possibilità di commettere neppure un mezzo passo falso, ma abbiamo ormai la possibilità di non sentirci sull’orlo del cornicione e con l’acqua alla gola.
Inzaghi però oltre a godersi la meritata vittoria dovrà riflettere sulle cose da migliorare. L’Inter è una macchina che va di corsa ma spesso perde aderenza verso la fine dei match. La gestione delle partite nel corso dei novanta minuti va sicuramente perfezionata. Stiamo parlando di una squadra che ha dovuto ritrovare la sua dimensione e il suo equilibrio dopo un’estate in cui i punti di riferimento si erano parzialmente persi. L’idea che dà la squadra è quella di essere forte e di avere uno spogliatoio unito e di conseguenza un gruppo compatto. Ma la gestione della partita rimane un piccolo rompicapo. E’ strano vedere un giocatore dell’esperienza e bravura di Dzeko perdere un pallone così ingenuo a 10 minuti dalla fine sul vantaggio di due gol. Non è un errore normale, è un’ingenuità che non ti aspetti da un campione come lui.

L’Inter è la migliore d’Italia anche quest’anno fino al minuto 70 poi qualcosa si incrina e le certezze si perdono. Se ieri Mario Rui e Mertens avessero spinto la palla in porta avremmo buttato al vento un’altra partita dopo averla costruita per bene. I cambi di Inzaghi non hanno aiutato ma hanno sbilanciato un undici che fino a quel momento aveva dimostrato di essere superiore all’avversario. Quello che mi chiedo è se i cambi ad oggi non siano all’altezza o se Inzaghi li usi troppo. C’è da dire che il mister si è trovato a dover gestire le forze anche in vista della Champions così come già successo prima dei due match contro lo Sheriff e, considerando la stanchezza dei giocatori post nazionale, era una cosa tutt’altro che facile da fare. Con il senno di poi Inzaghi ha avuto ragione: ha vinto la partita contro il Napoli e si appresta a sfidare lo Shakhtar per superare finalmente il girone di Champions. C’è da lavorare ma i margini di miglioramento sono ampi, perché appare evidente che questa squadra non abbia ancora raggiunto il 100% del suo potenziale. Spetta al mister il compito di farla arrivare al top nel più breve tempo possibile.