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Hakan Calhanoglu si è preso l’Inter. A modo suo, lottando su ogni pallone e con due reti consecutive molto pesanti per la classifica e il morale. Simone Inzaghi lo ha coccolato e sostenuto nel periodo di flessione accusato nel mese di ottobre e ora si gode un giocatore con una personalità mai mostrata con così tanta convinzione nelle precedenti esperienze professionali. Perché ce ne vuole tanta per presentarsi sul dischetto sotto la curva del Milan e contro il Napoli primo in classifica e in vantaggio di un gol. 

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IL RETROSCENA SULLA JUVENTUS- Beppe Marotta è un top player a livello manageriale, probabilmente il migliore nel panorama calcistico italiano. La sua esperienza lo porta ad analizzare tutte le opportunità che presenta il mercato. Spesso arrivando al traguardo prima dei concorrenti. Una delle sue più importanti qualità è quella di realizzare il massimo secondo le risorse economiche messe a disposizione dalla proprietà. Il caso di Calhanoglu è esemplificativo in tal senso: una volta constatato, con enorme tristezza, del problema di Eriksen è riuscito a trovare la quadratura del cerchio con l’agente del nazionale turco in poco più di 48 ore. Contratto triennale da 4,5 milioni di euro per la prima stagione e 5 per le due successive. E pensare che Hakan poteva essere un giocatore della Juventus, il suo agente aveva avuto più di un contatto con Fabio Paratici nella scorsa primavera. Con l’addio dell’ex direttore sportivo  il club bianconero decise di non andare avanti nella trattativa. Dopo quattro anni trascorsi in rossonero Calhanoglu voleva una nuova sfida professionale stimolante e l’ha trovata nell’Inter. Il Milan, dal canto suo, aveva scelto di non andare oltre certi parametri economici perché lo considerava importante sì, ma non indispensabile. La separazione delle strade era la normale conseguenza delle due posizioni, senza alcun rimpianto.