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In tanti vedono l'Inter favorita per il prossimo campionato. Difficile non pensarlo dopo che la società nerazzurra ha già portato ad Appiano gente come  Onana, Mkhitaryan, Asllani, Bellanova e, soprattutto, Lukaku. Il belga è stato il colpo a sorpresa dell'estate che, ad oggi, ha probabilmente ribaltato le gerarchie in serie A.

Martedi in conferenza stampa mister Simone Inzaghi non si è nascosto e le sue parole sono risuonate molto chiare alle orecchie dei presenti: “Quest'anno partiamo dietro il Milan, campione d'Italia, ma non voglio nascondermi, noi lotteremo con le altre 5-6 squadre per togliere ai rossoneri lo scudetto".

Sappiamo che le sensazioni sono una cosa, mentre il campo parla decisamente un'altra lingua. Mister Inzaghi conosce il valore suo e della sua squadra, sa che la stagione appena conclusa è da considerarsi molto positiva ma è anche consapevole che l’amaro in bocca per il secondo posto in campionato farà fatica a svanire. Si toglie i sassolini dalla scarpa Simone e fa bene, ogni tanto ci vuole, è necessario puntualizzare perché troppo spesso le parole volano via ma lasciano traccia nella testa dei più facendo, alle volte, passare messaggi errati che diventano dogmi: "L'obiettivo è vincere, perché l'anno scorso sappiamo cosa è successo col mercato. Abbiamo messo al sicuro la società, noi come staff ci siamo rimboccati le maniche e poi è stato facile dire che l'Inter fosse favorita al contrario di quanto si sosteneva in estate dove ci dicevano che avremmo fatto fatica ad arrivare quarti”.

Il Mister nerazzurro ha la fiducia massima della dirigenza, ha aggiunto due trofei alla bacheca che si presenta in bella vista nell’HQ di Viale della Liberazione e ha firmato un rinnovo di contratto che testimonia come la società si trovi bene a lavorare insieme a lui. Come ha sottolineato lo stesso Inzaghi si sta andando tutti in un unica direzione per il bene dell’Inter. Questa sensazione l’ho avuta anch’io nel pomeriggio passato in sede, ho visto facce determinate e sicure ma allo stesso tempo tranquille e serene, volti che sanno bene cosa stanno facendo e dove vogliono andare. 

La fiducia del management interista è stata sicuramente consolidata dall’incredibile e, forse, miracoloso, ritorno di Lukaku. Il belga porterà i gol e le soluzioni mancate l’anno scorso, magari la possibilità di interpretare in maniera diversa alcune fasi della partita. 
Non è un caso che Inzaghi, ogni qual volta ne abbia la possibilità, decida di fare i complimenti ai suoi dirigenti. Completare il ritorno di Lukaku è stato un capolavoro con più firme: Marotta, Ausilio, Baccin e Zhang hanno lavorato di squadra e hanno fatto il miracolo.

Ma si sa in tempi estivi il tifoso non è mai sazio, se gli dai 100 vuole 101 e, nemmeno il tempo di godersi l’arrivo di Big Rom, ora vuole vedere in nerazzurro un altro campione: Paulo Dybala. Marotta dribbla manco fosse Baggio e si smarca come nemmeno Inzaghi (scegliete voi quale dei due…): " Dybala rappresentava e rappresenta un'opportunità ma noi siamo a posto in attacco e abbiamo giocatori di grande valore che il tecnico dovrà gestire nel migliore dei modi, anche se a Dybala mi lega grande affetto". Nemmeno l’ultima puntata di Umbrella Accademy (serie tv su Netflix) mi ha lasciato più indeciso sul finale della storia. A sensazione continuo a credere che alla fine Dybala vestirà il nerazzurro.

Marotta però è chiaro su una cosa e sposa la tesi del suo mister, la bacheca si è arricchita di due trofei molto importanti ma il secondo posto appena conquistato deve essere di monito per la prossima stagione: si deve tornare a vincere!

Una stagione che l'Inter vuole vivere da protagonista, con Simone Inzaghi saldamente al comando. Inzaghi ha dato ampia soddisfazione a società e tifosi: “Il rinnovo era fisiologico perché si è dimostrato all'altezza con i fatti”. Parole e musica di Marotta. Ora si può iniziare il concerto partendo dal ritiro di Appiano. Il lavoro sarà duro, ma per vincere di nuovo non si dovrà mollare di un centimetro.