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Una vittoria meritata, la prima sperano a Firenze di un'annata che può essere magica e che potrebbe compensare, almeno in parte, le magagne che la Fiorentina sta avendo in prima squadra. La Primavera allenata da Emiliano Bigica ha trionfato nel doppio confronto contro il Torino facendo sua la finale della Coppa Italia Primavera. Un risultato netto (4-1 combinato fra andata e ritorno) che testimonia l'ottimo lavoro fatto dall'ex allenatore dell'Italia Under 19 e dai suoi ragazzi che, da qui a fine anno, sono una delle realtà candidate alla vittoria finale del campionato di categoria. 

DA VLAHOVIC A MONTIEL - Ragazzi giovani, alcuni giovanissimi, ma dal talento indiscusso come Dusan Vlahovic, attaccante classe 2000 che ha già esordito in Serie A e che ha all'attivo 15 gol in 18 partite disputate in Primavera di cui 3 nel doppio confronto finale. Vlahovic non è l'unica stellina della squadra perché se Pantaleo Corvino può e deve essere criticato per il lavoro fatto con la prima squadra altrettanto non si può dire del settore giovanile. In estate sono arrivati dal Mallorca e dal Monaco i talentuosi fantasisti (spesso adattati da seconda punta o da esterni) Tofol Montiel e Christian Koffi (entrambi classe 2000). Dalle giovanili, infine, stanno emergendo anche talenti "made in viola" come il portiere Simone Ghidotti (anche Nazionale) e il centrocampista Marco Meli (autentico jolly stagionale).

LA MISSIONE DI MONTELLA - Giovani che in una stagione con obiettivi praticamente azzerati meriterebbero un'opportunità ed è questa la vera missione che può e deve portare avanti il neo allenatore Vincenzo Montella da qui a fine anno. Coppa Italia a parte, infatti, la Fiorentina può permettersi esperimenti che farebbero bene a un gruppo che ha bisogno di rifiatare e a una tifoseria alla ricerca di nuovi idoli. Nuovi ragazzi su cui puntare e a cui affezionarsi. Nuovi Federico Bernardeschi o Federico Chiesa per rendere grande, partendo dal basso, una piazza che non può permettersi altri errori di programmazione. Errori, come quelli che, forse per poco coraggio, convinsero la proprietà a liberare Nicolò Zaniolo e Gianluca Mancini senza una vera opportunità. La stessa che, invece, Montella potrebbe concedere (non in massa e magari solo per qualche minuto) a questi ragazzi. Perché 15 minuti fra i grandi potrebbero valere molto più di una finale vinta o meglio, di una finale, quella scudetto Primavera, ancora da conquistare.