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Caro Leo Turrini, forse questa domenica olimpica non è andata come speravamo.
“Ti riferisci a Benedetta Pilato e alle fiorettiste?”

Sì, ma anche a Detti nei 400 stile libero.
“Prima ti dico le ultime sui giapponesi, perché mai come stavolta l’Olimpiade è maestra di vita. Io ne ho fatte tante, pure troppe, e capisco chi non capisce cosa significhi vivere i Giochi nel deserto di una città spettrale. Una Olimpiade è sempre la festa del mondo, stavolta purtroppo non è così. La sai quella dei ristoranti?”

No.
“Sono chiusi, almeno per gli stranieri. Così tu dopo mezzanotte vedi orde di disperati, che saremmo poi noi, entrare di nascosto in super mercati sempre aperti, per elemosinare qualcosa da mangiare. Scene pietose, sto vedendo cose che voi umani, eccetera. Per tacere della Coppa Cobram dello sputazzamento. Ci testano ogni giorno e fanno pure bene, cosa vuoi che ti dica”.

Meno male che ci sono le gare.
“Sì, davvero. La prova di Vanessa Ferrari nella ginnastica è stata da magone, per dire. Nel corpo libero è stata fin qui più brava di Simone Biles, che è la più grande di tutti i tempi”.
Magari stavolta la medaglia arriva, per Vanessa.
“Guarda, sarebbe un risarcimento, per quanto tardivo. Io quando vedo la bresciana muoversi in pedana mi riconosco nei versi del mio amico Mogol per Celentano. Io non so parlar d’amore, l’emozione non ha voce. Anche se lei usa le note di Bocelli, come accompagnamento. Te la metto giù così: Vanessa è l’unica Ferrari competitiva che abbiamo oggi in Italia”.

Figuriamoci se non la tiravi fuori, questa. Come mai Benny Pilato ha toppato?
“Calcola che è una adolescente. Ha davanti almeno quattro Olimpiadi per rifarsi. È più doloroso il flop delle fiorettiste. Nell’individuale fallimmo per l’ultima volta il podio a Seul nel 1988. È un passaggio storico, dopo l’epopea di Giovanna Trillini, Valentina Vezzali, Elisa Di Francisca. Tutti quegli ori li ho visti dal vivo, era come Natale, una tradizione magica. Peccato. Adesso ti saluto, ho preso un impegno”.

Sarebbe?
“Tra i volontari dei Giochi è scoppiata la Kessie mania. Io ho promesso loro una maglia del milanista. Debbo telefonare a Pioli, a meno che voi di Calciomercato non sappiate che è già stato venduto...”