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Caro Leo Turrini, a quanto pare c’è una bella differenza tra la Nazionale Rossa e la Nazionale Azzurra...
“Hai deciso di infierire?”

Beh, il tema è obbligato.
“Facciamo che Mattia Binotto non è all’altezza di Roberto Mancini”.

Tutto qui?
“Seriamente: in Francia abbiamo visto la peggior Ferrari della stagione”.

Sainz e Leclerc fuori dai punti.
“A Maranello si aspettavano una domenica difficile, ma così è imbarazzante! Ci sono ancora tante gare, in questo 2021. Rischiano di essere troppe, temo”.

Non per Verstappen.
“Ah, Max è stato straordinario. Ha dato una lezione ad Hamilton, mica a uno qualsiasi. L’olandese ha vinto con una strategia alla Schumi”.

Sta finendo un regno, come per la Juve in serie A?
“Beh, Toto Wolff non è Pirlo ma gli indizi ci sono tutti”.
Parlando di nuovo di pallone, credi anche tu che ci sia troppa euforia intorno agli azzurri del Mancio?
“Ma figurati. Premetto che ancora dobbiamo giocare con il Galles e di sicuro L’Europeo vero inizia dagli ottavi. Però la squadra ha debuttato benissimo, ha dato spettacolo, ha divertito. Io diffido sempre dello snobismo salottiero che strizza l’occhio all’autolesionismo. È un atteggiamento grottesco. Sappiamo tutti perfettamente che non sarà la Nazionale a guarire le ferite della pandemia. Ma che male c’è ad avere voglia di gioire assieme?”

Dove possiamo arrivare?
“Anche molto lontano. Fin qui non si è vista una squadra dominante. E bisogna tener conto dell’usura”.

In che senso?
“In Europa si è ricominciato a giocare più o meno un anno fa, dopo la prima ondata del Covid. Fra campionati e coppe, tanti calciatori non si sono mai fermati, vivendo una stagione di quattordici mesi. Fa molto caldo quasi ovunque. Immagino che la condizione fisica farà la differenza”.

Intanto in MotoGP torna a vincere Marc Marquez.
“Beh, questa è una grande storia, una notizia splendida. Il personaggio può piacere o meno, ma la rinascita di un Campionissimo va sempre salutata con un filo di emozione. Non eravamo in pochi a sospettare che Marquez fosse stato ormai ridimensionato dalla sfortuna. Invece, rieccolo lì”.

Stride il confronto con il lento, inesorabile declino del nostro Valentino.
“Rossi sa cosa gli conviene fare, a prescindere dalla resurrezione di Marquez. Prima decide e meglio sarà. Purtroppo, aggiungo,  per i ricordi di intere generazioni”.

di Daniela Bertoni