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Caro Leo Turrini, ha vinto prima la tua Inter della tua Ferrari...
“Beh, a Maranello non è mai arrivato Antonio Conte!”

Tu sei sempre stato un suo fan.
“Sempre. Ti racconto questa. Nel 2016 ero in Francia per gli Europei con la Nazionale. Alla vigilia del debutto con il Belgio, nell’ambiente mi dicevano peste e corna del ct. Cose del tipo: la squadra non lo segue, li fa giocare male, bla bla. Invece gli azzurri sarebbero morti in campo per lui. Giocavano pure bene. E lì ho capito chi era Conte”.

Adesso sembrano tutti d’accordo.
“Grazie tante! Quella nerazzurra è una impresa storica, attesa undici anni. E’anche la prima volta che lo scudetto lo vince un club a proprietà straniera. In Inghilterra è normale, qui no. Dirà il tempo se questo sia un bene o un male, ma non c’è dubbio che Suning abbia vinto la scommessa sportiva. Quella finanziaria, in questo momento, lasciamola stare”.

Juve detronizzata dopo oltre tremila giorni...
“Nove stagioni non si dimenticano, anche se si chiude uno straordinario capitolo tutto bianconero.  Questa era la vera motivazione di Antonio Conte, lui lo sapeva che chi avesse interrotto il dominio bianconero sarebbe rimasto nella memoria popolare. Anche in quella degli sconfitti. Ah, posso aggiungere un’altra cosa?”

Prego.
“Ascrivo ai meriti di Conte anche il fatto che non si parli più di Wanda Nara e di Icardi. Un interista capisce cosa intendo”.

Intanto la Ferrari continua a perdere.
“Maluccio le Rosse in Portogallo, non c’è dubbio. Sainz fuori dai punti, Leclerc dietro la McLaren. Come ti dicevo, a Maranello manca Antonio Conte”.
In Mercedes non ne hanno bisogno.
“Mi pare che Hamilton stia rimettendo le cose a posto. Poi, certo, se continuano a punire Verstappen per i track limit...”

Colpa del Var?
“Semplicemente è sbagliata la norma. Sono piloti o caporali? Prima cambiano la regola e meglio è”.

Chiudiamo con una nota malinconica: Valentino...
“Aspetta, prima lasciami rendere omaggio alla doppietta Ducati. C’è anche Pecco Bagnaia in testa al mondiale. Dobbiamo essere orgogliosi della azienda di Borgo Panigale, è una piccola multinazionale. La proprietà è dell’Audi, ma la creatività è tutta emiliana, tutta italiana. So che è banale ricordarlo, eppure con i tempi che corrono non è poco”.

Ci resta il signor Rossi.
“Conosci già la mia opinione. Vale ha il diritto di scegliere quando smettere. Ma ha anche il diritto di chiedersi, lui, se ne vale ancora la pena. Naturalmente non parlo di soldi, di interessi economici”.

È una questione di cuore.
“Esatto, come sempre”.

di Daniela Beroni