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Caro Leo Turrini, ma cosa sta succedendo alla Ferrari?
“Passiamo alla prossima domanda”.

Ma dai.
“Allora ti dico che la Rossa si sta... juventinizzando. Binotto sembra più Allegri che il suo predecessore Arrivabene. Oppure somiglia ad entrambi, fai tu”.

Ma dai, ancora.
“Seriamente: a Barcellona Leclerc era dominante. La macchina era perfetta, lui pure”.

E allora?
“Allora da sempre e banalmente la F1 è una combinazione tra tecnologia e uomo. Il pilota da solo non vince mai”.

Tradotto?
“Il crack in Spagna è il primo per la Ferrari nella stagione. A Verstappen era già accaduto due volte, da marzo in poi”.

Magra consolazione.
“Ah, certo. Viene anche il dubbio che a Maranello abbiano forzato sui materiali, per tenere dietro la Red Bull. Ma voglio aggiungere una cosa”.
Prego.
“Una volta parlai con il Vecchio, con il Drake. Era una stagione in cui la Rossa era molto veloce ma si rompeva spesso. Io ingenuamente dissi a Ferrari: Commendatore, però la macchina è straordinaria...”.

E lui?
“Si tolse gli occhiali scuri e mi fulminò. Se l’auto non arriva in fondo, non è straordinaria. È da buttare. Rispose così...”

Andiamo bene.
“Dobbiamo essere intellettualmente onesti. Qui chi tifa Ferrari deve entrare nell’ordine di idee che questa è una maratona, non sono i cento metri! Tra l’altro si è rivista in Catalogna una Mercedes competitiva, ricordando che fra pochi giorni si corre a Montecarlo. Infine, Bisogna tenere saldi i nervi e magari fare un bel discorsetto a Sainz”.

Cosa c’entra lo spagnolo?
“Beh, ha sbagliato un’altra volta partenza, è andato fuori pista, non c’era quando il flop sulla macchina del compagno di squadra gli poteva aprire la porta della vittoria. Non va bene, purtroppo. Per di più, in Red Bull sanno come si fa. A Barcellona hanno ordinato a Perez di togliersi dalle scatole, per far vincere Verstappen. Magari Sainz mettesse la Ferrari nella stessa situazione!”.

Come finirà a Monaco?
“Se non rimane a piedi, vince Leclerc. E sottolineo se...”.

di Daniela Bertoni