50
Caro Leo Turrini, cosa ci ha insegnato il Gp di Imola?
“Che un circuito vero spruzzato di pioggia restituisce alla Formula Uno emozioni dimenticate”.

E Hamilton ha perso.
“A Lewis è anche andata bene, ha commesso un errore non da lui ed è stato salvato dalla safety car”.

Sbagliano pure i Fenomeni.
“Senti, io ho una venerazione per Lewis. Ma può darsi non sia più abituato alla pressione e infatti stavolta, per la prima volta dopo anni, ha un rivale vero”.

Verstappen.
“Lui. La scena del primo giro, con l’olandese volante che rifila una ruotata all’asso della Mercedes, beh, è un simbolo”.

In che senso?
“A me è venuto in mente, lo confesso, il primo Schumi contro l’ultimo Senna. L’olandese non ha alcun timore reverenziale nei confronti del driver che ormai detiene tutti i record. Non che ci fossero dubbi, Verstappen è un tipaccio da rissa nei bar del porto. Ma è un grande”.

Ce la farà a negare l’ottavo titolo ad Hamilton?
“Banalmente: ha la chance che aspetta da sempre, il tulipano. Sarà un duello fantastico”.

Cosa possiamo dire della Ferrari?
“Una luce in fondo al tunnel. Leclerc e Sainz hanno corso bene. Peccato non ci sia una Rossa sul podio nel Gran Premio del Made in Italy, ma Norris con la McLaren è stato magnifico. Questo ragazzo farà grandi cose”.
Dopo la caduta in Portogallo sei ancora convinto che Valentino faccia bene a continuare a correre?
“Veramente io ho detto una cosa diversa: Rossi si è guadagnato il diritto di scegliere da solo il momento dello stop. Ma è fuori discussione: vederlo così, indietro o per terra, mette una gran malinconia”.

Cosa hai capito del caso Dal Pino in Lega Calcio?
“Poco, anzi niente. Dubito fortemente che a chi ama il calcio interessino queste dispute di potere. In generale, per una volta credo che il pallone dovrebbe prendere esempio dalla Formula Uno”.

In che senso?
“Anche lo sport business è stato stravolto dalla pandemia. Le conseguenze sono pesantissime, ancora si parla dell’annullamento della Olimpiade di Tokyo. In Formula Uno hanno scelto un manager come Stefano Domenicali dandogli una mission: sopravvivere e ripartire. Quello che non si può fare, in un momento così, è marciare in ordine sparso tra le macerie. Poi io non so se Dal Pino sia bravo o meno. Ma stavolta o il calcio italiano fa squadra oppure affonda”. 

Ultima cosa: nonostante la sconfitta di Bergamo riuscirà la Juve a qualificarsi per la Champions?
“Guarda, il solo fatto che una domanda del genere sia plausibile svela già l’identità dell’unico che esce bene da questa stagione bianconera”.

E chi sarebbe?
“Maurizio Sarri”.

di ​​Daniela Bertoni