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Sondaggio popolare che si è innescato sul nuovo stadio (bello o brutto?), ora il nuovo argomento che tiene banco tra i tifosi bianconeri è: Sanchez quanto vale in termini di importanza nell’economia del gioco bianconero? La gara col Brescia è sembrata la fotocopia di quella contro il Bologna, guarda caso senza il cileno.
Può un giocatore, seppur fuoriclasse, cambiare volto a una squadra? La risposta non è così scontata.

 


Altro dubbio è quanto la condizione fisica sia davvero al top: la risposta viene dal campo. L’Udinese ha pareggiato (contro il Brescia lo hanno fatto anche Juve e Roma, ndr), ma fino alla fine ha fatto il suo.
Terzo dubbio: Denis è una punta di peso. Metterlo al posto di Sanchez non ha molto senso. Ma le soluzioni mancano, quindi ecco la nuova diatriba da bar sport. L’Udinese ha una panchina adeguata a far fronte alle eventuali assenze?
Premesso questo diciamo che a 44 punti, in piena zona Europa League è bello porsi certe domande. L’Udinese sta crescendo: era un cantiere solo un girone fa, oggi è un bel palazzo architettato con gusto e passione.
Un palazzo che nessuno vuole smantellare.

Il sig Ciro Venerato da Napoli non ce ne abbia, ma lo stesso Inler appena gli abbiamo raccontato l’episodio delle dichiarazioni del giornalista partenopeo ha risposto: “venerato chi?”. Purtroppo Venerato fa proseliti e ogni giorno leggiamo una fila di pretendenti per i bianconeri: dalla Russia con amore fino all'Inghilterra con i soldi, tutti sembrano ogggetto del desiderio. Sarà, ma l'Udinese non molla l'osso, possiamo assicurarlo. O almeno detta le condizioni e questo non è il momento nemmeno di parlare di certe cose. Anche perché Guidolin ha creato un gruppo che va al di là del semplice concetto di squadra: non ci meraviglieremmo se più di qualcuno decidesse di accettare ancora un anno la sfida per completare l'opera. L'intento è questo, molto dipenderà dalla posizione finale in classifica.

Intanto, per gli amanti del gossip da mercato, una giapponese si aggira furtiva nei meandri della sala stampa del "Friuli" da più di un mese. Chi è ? Cosa vuole? Osservatore di Zac? Vuoi vedere che la prossima voce è che una squadra giapponese vuole Sanchez? Abituiamoci e ridiamoci sopra. Lasciamo pure il sig. venerato che a Udine è di casa che dica le sue idee. Siamo un paese libero. Forse.
La realtà è che l’Udinese sa che può vendere due pedine (Zapata e Asamoah a questo punto potrebbero essere papabili perché Danilo e un mediano sono già nel mirino), per gli altri si valuterà a bocce ferme.

Una considerazione però va fatta: con uno stadio in cantiere, una squadra che sappia stupire è attrazione per eventuali investitori. Non parliamo di chi vuole terzi anelli (ne basta uno, magari un trilogy), ma di chi vuole portare idee concrete e investimenti per far crescere ulteriormente l’Udinese. Pozzo è disposto a ascoltare tutti. Anche questa è chiave di lettura non gossipara. La crescita di quest’anno dev’essere quindi vista come tale, senza troppi patemi per come andrà a finire.

Anche perché l’Udinese è orgoglio friulano in Italia e nel mondo. Specie nel Belpaese (di nome ma non di fatto), avere una società sana non è cosa da poco. Nemmeno una che si costruisca da sola uno stadio nel paese delle mile promesse dove la legge per favorire la costruzione di nuovi impianti è ferma in parlamento oramai in coma. C’è chi dice che l’Italia ha cose più importanti a cui pensare. A parte il “bunga bunga”, dare la possibilità di crescere a un’industria che fattura miliardi di euro e crea indotto (scriveremmo sui muri invece che su Udb se non fosse così), non ci sembra proprio inutile. Questione di punti di vista. Ma si sa il Governo ha altro a cui pensare. E va detto che non  è nemmeno fortunato: Mubarak, amico del Premier, è caduto dopo 30 anni di onorato (si fa per dire) servizio. Gheddafi, amico del Premier rischia la stessa fine. Ovvio che Putin e i parlamentari tutti si tocchino. E chela legge sugli stadi provoci un "ma vaffa" a chi gli chiede lumi.

Meglio starsene qui, quindi a porci domande: siamo da Uefa o da Chapions? Siamo Sanchez dipendenti? Siamo stanchi? Lo stadio è bello o brutto? 
Tra tutti questi amletici dubbi, una cosa è certa. La squadra è forte. Guidolin l’ha plasmata al meglio, e il risultato finale dipende da molte cose. Probabile che si decida proprio contro le pericolanti piuttosto con le big. L’importante è guardare al futuro.
Il prgetto 2012, che sembrava dimenticato, sembra uscire magicamente dal cassetto in un contesto generale più che propizio, vedi il fairplay finanziariotanto per dirne una. L’Udinese, quindi, non la giudichiamo oggi. Aspettiamo la sua crescita definitiva per poter finalmente dire di avere una squadra adulta. E la mossa di Pozzo per promuovere il suo progetto va vista anche come ultimatum: siete con me? Questa la domanda all'Amministrazione che non vorremmo fosse ambigua per altri motivi strettamente politici. A breve le risposte. le opportunità sono grandi. saperle cogliere è da virtuosi, gettarle al vento ha qualcosa di tipicamente friulano, più del tocai.