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Il pari di Chievo non fa felici nessuno: perché non toglie di certo l’Udinese dalla terra di mezzo, perché per giustificare il tutto la colpa è stata riversata sull’arbitro (errori sì, ma quando si griderà alla scandalo quando sono a favore?), perché si continua a prendere gol, perché Di Natale richiama Guidolin dicendogli che “da solo non posso giocare”.
Quest’ultima frase è emblematica: l’Udinese continua a svegliarsi dopo i gol presi. La reazione c’è, innegabile, ma è impensabile che questo modo di fare possa durare e portare frutti a lungo. Serve qualcosa di diverso là davanti, eppure il tecnico sembra a questo punto il solo che non se ne accorge. Gli infortuni fanno la loro parte, ma siamo certi che nell’idea base ci sia la coppia Muriel-Di Natale o solo una alternanza tra due prime punte?
L’Udinese gioca dimessa all’inizio, non impone il suo gioco, mentre perfino il Chievo sembra avere una manovra più pericolosa. Eppure questi problemi non vengono presi in considerazione. Si ironizza, si dà la colpa ad altri.

Altro caso quello di Gino Pozzo che dichiara che in futuro il Watford in premier diverrebbe la prima scelta. Lo aveva già detto, se ve ne ricordate, per cui non c’è fraintendimento. Comunque essendoci le parole di un giornale, andrebbero quanto meno smentite, anche se la frittata appare fatta. Sul canale ufficiale si attacca chi riporta certe notizie, un modus operandi normale per chi deve fare l’avvocato d’ufficio, ma che non aiuta a a far capire ai friulani la portata di questi investimenti. Se il Granada si è capito che può fare solo da satellite, il Watford in premier porterebbe soldi, nuovo stadio, persone, gadget, tutte quelle cose che in Inghilterra arricchiscono. Normale ci è stato detto ieri da qualcuno che lavora per la società. Cosa fareste voi se in Italia il calcio non fa guadagnare?
Fa guadagnare eccome: basta calcolare quanto si è incassato smembrando la quadra. Solo che i soldi invece che reinvestirli per migliorarla si dileguano in 100 e passa giocatori. E queando il Watford sarà in premier, perché ci arriverà, non è che la struttura bianconera verrà ridimensionata, semplicemente ci sarà un semplicissimo conflitto d’interessi che difficilmente verrà risolto.
Il Paròn ha cercato di dare una risposta, denotando l’amore viscerale che nutre per questa squadra. Lui sarà pure vulcanico in certe esternazioni, alcune sono fuori luogo (“Non vendiamo nessuno”), ma nessuno in Friuli può dubitare sulla sua passione. Business puro contro vecchie tradizioni: è questo a cui ci dobbiamo preparare?
In attesa Guidolin farebbe bene a farsi un bel giro in bici, riflettere su schemi, alternative, uomini (Barreto ieri è uscito sorridendo per salutare, quasi beffardo), Fabbrini è oramai una riserva di Ranégie (Il contratto c’entra qualcosa?), e soprattutto pensare come dare fiducia a una squadra che prende gol anche perché parte sempre con la pura dell’avversario e di prendere un gol.
Non è un bel momento: ufficialmente lo si può girare a piacimento, è lecito, ma forse i problemi converrebbe affrontarli piuttosto che rimandarli pensando si risolvano da soli.
Chiudiamo con Angella: la sua dedica a Morosini non è la prima, ed è una delle foto più belle di questa stagione. Anche la sua caparbietà e i gol alla fine lo premiano. Tornerà nei ranghi quando ci saranno i titolari, non si demoralizzi. LO tesso vale per Coda, considerato titolare da Guidolin, ma che si sa che non appena rientreranno tutti tornerà in panchina.