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Quello che spero dal campionato è che si abbandoni un po' il possesso palla. Sono poco guardabili le squadre, e sono tante, che tengono il pallone per tre minuti, fanno venti passaggi al portiere e non fanno un tiro buono. Una cosa è preparare un'azione, altra è pensare di vincere tenendo la palla. Non c'è nessuna statistica in giro che lo certifichi. La Juve contro l'Atletico Madrid ha tenuto la palla per il 55% del tempo, ha fatto cento passaggi corretti più dell'Atletico e ha preso quattro gol. E' solo l'ultimo esempio. 

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Siamo a dodici anni dall'invenzione del tiki taka, nel calcio sono tre generazioni, si potrebbe anche avere un'idea nuova. Potrebbe perfino tornare in auge il vecchio contropiede, che non significa per forza difendersi, significa aspettare gli avversari per avere spazio alle loro spalle. Nel calcio conta questo, trovare spazio. Se si portano lentamente giocatori in avanti, si troveranno sempre difese già schierate. A me piacciono le squadre che non hanno un solo gioco, quelle che sanno interpretare le partite, che sanno anche sorprendere. Lo stesso Allegri, il più italiano del mazzo, è diventato un palleggiatore. Sarri lo è sempre stato, ma la sua idea è giocare di prima e in verticale.