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  • Un cappuccino con Sconcerti: cari amici tifosi, perché dovrei amare la forza dei potenti? Troppo facile

    Un cappuccino con Sconcerti: cari amici tifosi, perché dovrei amare la forza dei potenti? Troppo facile

    • Mario Sconcerti
      Mario Sconcerti
    Amici miei, vedo che qualcuno mi rimprovera “di inventare un’idea al giorno”. E’ vero, è il mio mestiere, ma cosa dovrei fare? Ripetere quella del giorno prima? Io cerco di interpretare le cose che accadono con il vantaggio di non essere tifoso. La mia squadra per fortuna non è concorrenziale, non ho bisogno di fare il tifo per lei, è solo la rappresentazione della mia città. La amo a prescindere, vinca o perda, le chiedo solo di dare quello che ha, come fosse una figlia. Ho applaudito la cessione di Vlahovic, seguendo la logica e il racconto del calcio, ma non capisco perché dovrei amare la forza dei potenti.



    C’è qualcuno che tifa per i potenti solo perché lo sono? Suvvia, non credo proprio. Che tifo sarebbe? Saremmo semplicemente sostenitori dei forti. Troppo facile per un tempo sgarrupato come il nostro. Non sarebbe entusiasmo, assomiglierebbe più a una volontà di profitto. Come giocare in borsa. Ammetto che questa è un’idea vecchia, ma comoda. Altrimenti, perché uno di Messina o Agordo o Forte dei Marmi dovrebbe tifare per Juve-Inter-Milan? E’ pura passione della vita o puro bisogno di vincere? Questa è la vera idea. Pensateci: perché siamo quel che siamo?

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